Aftersun, la recensione
Con una forza calma e una semplicità che nasconde grande conoscenza del cinema, Aftersun riscrive la maniera in cui si fanno film sui ricordi
La recensione di Aftersun, il film in uscita su MUBI il 6 gennaio
In questo fluire di scene tenute insieme dal mood, dalle sensazioni di questa estate un po’ molle, un po’ noiosa, a tratti divertenti, in altri casi un po’ misera e amara, passata con il padre, c’è una strana relazione con una persona piena di risentimento verso se stessa, molto giù di morale e incapace di ingaggiare davvero un rapporto coinvolgente con la figlia. Aftersun è composto da momenti giustapposti con una piccola narrazione orizzontale, tutta compresa nell’aprirsi di Sophie a persone più grandi ed essere incuriosita dal prossimo passaggio nella sua crescita. Non è un coming of age (per fortuna) ma è un film semmai che si svolge poche settimane prima di un coming of age. Qui il protagonista non è la persona attraverso la quale guardiamo il mondo ma l’oggetto del suo sguardo: il padre.
Questione di atmosfere e soprattutto di recitazione, Charlotte Wells (incredibile che sia il suo primo film!) crea una dinamica molto originale tra padre e figlia cioè Frankie Corio e Paul Mescal (che dopo la prestazione in Normal People qui trova tutto un altro modo di lavorare in sottrazione). Quando la bambina sembra avvicinarsi il padre non risponde, quando il padre manifesta un po’ di esitazione e senso di colpa lei sembra interessata ad altro. Su tutto regna la mestizia degli occhi tristi di Paul Mescal, perfetta per esprimere tutta l’amarezza di Sophie adulta che ricorda questi eventi, per il non essersi saputa godere quei momenti. Raramente infatti i due si incontrano sul medesimo terreno emotivo, raramente sono sulla stessa onda, eppure (e questa è la forza misteriosa del film) c’è una chiara tensione verso l’unione, fatta di affetto e della bramosia che ognuno dei due prova per un contatto con l’altro. L’inafferrabile sensazione che Aftersun racconta così bene è il rimpianto per non essere mai riuscita a capire il proprio padre come lo si potrebbe capire adesso. Eccezionale.