Anna Nicole Smith: la vera storia, la recensione
La storia di Anna Nicole Smith ricostruita nella maniera più banale, con le voci più scontate e il livello minore possibile di riflessione
La recensione del documentario Anna Nicole Smith: la vera storia, disponibile su Netflix dal 16 maggio
In due ore davvero eccessive, in cui ci si dilunga anche su eventi, questioni e dettagli che non meriterebbero una trattazione così esaustiva, la storia dell’ascesa e poi caduta e infine tragica morte di Anna Nicole Smith è raccontata senza il minimo interesse per tutto ciò che quei fatti e quella vita dicono, che non sia la più retorica delle tirate contro il mondo dei media, cinico e traditore, il luccicante sfavillio delle stelle che nasconde disperazione, l’illusorietà del successo e altre banalità simili. Anche dal punto di vista narrativo lo stile è quello dello special televisivo anni ‘90, modernizzato solo nel look per poter entrare senza problemi nel catalogo Netflix e confondersi in mezzo a mille altre produzioni documentarie indistinguibili.
In due ore Ursula Macfarlane non riesce a tirare fuori dalle molte testimonianze, dalle parole di chi è stato vicino alla protagonista e dai tantissimi materiali di archivio una sola considerazione o anche solo magari uno spunto, su quello di cui più parlano tutti quanti, cioè il rapporto tra Anna Nicole Smith e un tipo di divismo anni ‘50/‘60 deleterio e recentemente riconsiderato come quello di cui è stata vittima Marilyn Monroe (a cui lei si rifaceva dichiaratamente), non è capace di stimolare una sola riflessione sul pubblico e il rapporto che noi abbiamo con questo tipo di stelle cadenti, la morbosità stimolata dall’unione di successo, denaro e caduta verticale (che è ciò che, alla fine della sua vita, lei stessa dichiarava di sfruttare) e come ciò alimenti lo show business e ne sia parte integrante. Tutte le testimonianze e i racconti vanno nell’unica direzione di leggere la storia come il massacro di una donna da parte del mondo dello spettacolo (che pure è vero) senza mai cercare di capire come lei avesse provato ad averne il controllo o come mai questo non capiti a tutte. Questo è un documentario che presenta la lettura più semplice e poi ci insiste fino alla morte facendo finta che sia una riflessione complessa e sfaccettata.