Berlinale 2019 - The Kindness of Strangers, la recensione
A New York diverse storie di persone bisognose d'aiuto si incrociano senza che The Kindness of Strangers decolli mai davvero
Tuttavia ogni fuoriuscita da quei canoni è stata un disastro.
Quest’apologia della forza della gentilezza è un pasticcio unico di cattiva scrittura. Per lunghissima parte del film ci si chiede quale sia il punto di quello cui si sta assistendo, visto che le storie, anche quando si intersecano non sembrano avere un punto né sono interessanti di per sé. E anche quando finalmente (a tre quarti), il senso comincia ad emergere, The Kindness of Strangers fa di tutto per schierare il pubblico tramite alcuni tra gli espedienti più fastidiosi possibili.
Bambini che inspiegabilmente rischiano di morire nelle intemperie, un villain che non appena ci sfiora il dubbio che forse abbia le sue ragioni e non sia quel che viene dipinto uccide qualcuno senza ragione e senza economia nella trama (solo per far capire a tutti che tipo è e che quindi assolutamente non si deve stare con lui), un simpatico proprietario di ristorante che di quando in quando si presenta nell’inquadratura per alleggerire e mille espedienti di sceneggiatura resi personaggi che cercano di raddrizzare il tono per farlo scivolare né nel tragico, né nel leggero. Ad un certo punto ci si può anche sentire in imbarazzo per quanto questo film è goffo.