[Biografilm 2016] Lo and Behold - Reveries of the Connected World, la recensione
Werner Herzog prende di petto la rete e le sue contraddizioni, Lo and Behold è una straordinaria demolizione della consueta retorica a colpi di puro herzoghismo
Invece forse siamo di fronte al film più divertente mai girato da Werner Herzog, di uno spirito scanzonato (mediato dal consueto rigore nell’indagine) che dà al film un andamento di fantastica resistenza al banale.
Alla fine Lo and Behold, dolcemente arcaico fin dal titolo, non parla realmente della tecnologia ma degli uomini che oggi la studiano o che ieri ne hanno segnato l’evoluzione, dei pionieri e degli avventurieri del progresso. E li prende in giro tutti. Sembra che il divertimento principale di Herzog sia renderli ridicoli, a partire da inquadrature spesso ingrate, da piani d’ascolto imbarazzanti a da una passione per il portarli ai confini estremi del loro nerdismo. Stiamo sempre parlando di vere eminenze della scienza e tecnologia moderna ed Herzog ci tiene a precisarlo e sottolinearlo con rispetto, ma l’approccio che ha nel ridicolizzare sottilmente la maniera in cui si materializza nei loro discorsi la fantascienza è fantastico.
In molti hanno cercato di raccontare dove stiamo andando o cosa siamo diventati dopo la grande rivoluzione tecnologica. Nessuno ha mai cercato (e soprattutto è riuscito) a mettere in crisi, sebbene aiutandosi con il montaggio in postproduzione, le più grande eminenze scientifiche e tecnologiche del pianeta con quesiti al limite del socratico ed un umorismo che, sia detto con tutto l’affetto, la stima e l’amore per il cinema di Herzog, a tratti sembra una versione intellettuale di quello televisivo di Le Iene.
L’unico momento in cui regista, intervistato e quindi pubblico sembrano stretti in un attimo di vera vertigine culturale, di atterrita estasi di fronte all’immenso (che è il campo in cui Herzog è davvero a suo agio) è l’inizio, quando si addentra nel luogo in cui è nato internet, ricostruito per com’era negli anni ‘60. Una fortezza militare d’acciaio e cavi che pare un sancta sanctorum.