Bird, la recensione I Cannes 77
La nostra recensione di Bird, il nuovo film di Andrea Arnold presentato in concorso al festival di Cannes 2024
La nostra recensione di Bird, il nuovo film di Andrea Arnold presentato in concorso al festival di Cannes 2024
Bailey vive in condizioni difficili nel nord del Kent, con suo fratello Hunter e il giovanissimo padre Bug (Barry Keoghan) Mentre cerca di emergere tra i coetanei e occuparsi degli altri suoi fratelli più piccoli, che stanno dalla madre, decide di aiutare un misterioso uomo, Bird (Franz Rogowski), nella ricerca della sua famiglia.
Il contesto (i sobborghi inglesi) e la storyline principale (il coming of age al femminile) sono quelli di Fish Tank, la messa in scena è quella di American Honey. Ovvero un'introduzione diretta nella quotidianità dei personaggi, con una macchina stretta intorno ai loro volti capace di evocarne la precarietà, mettendo davanti l'introspezione psicologica dei personaggi all'intento socio-realistico. La regista è interessata, prima che a quello che le sta attorno, all'interiorità della protagonista, una ragazzina fragile ma allo stesso tempo intraprendente e vitale, che vive ai margini della società ma che soprattutto è un'adolescente alla ricerca del suo posto nel mondo. Coordinate che rendono Bird un'opera simile alla precedente, senza renderla comunque altrettanto dirompente, scontando il fatto di riprendere un immaginario narrativo consolidato. Ma è il come questo è raccontato a fare la differenza.