Black Beauty: autobiografia di un cavallo, la recensione
Il gender swap di Black Beauty diventa una versione compressa di una qualsiasi serie dotata di toni da soap
GUARDA: Black Beauty: autobiografia di un cavallo, la videorecensione e il podcast
GUARDA: Black Beauty: Autobiografia di un Cavallo, guarda il trailer del film dal 27 novembre su Disney+
Questa Black Beauty, come detto, è innanzitutto una cavalla e non un cavallo, fatto che viene spesso rimarcato anche se non ha una grandissima utilità nella trama, ma soprattutto non è un animale da tiro, è libero e viene adottato da una famiglia fino a creare un legame con un’adolescente che prima di quel momento non aveva mai montato. Insieme i due vivranno alti e bassi della famiglia, cambieranno nucleo, finiranno al servizio di un grande casato snob e tutto quel che può conseguire, più in linea con Candy Candy che con un romanzo vittoriano.
Il cinema per ragazzi può e sa fare di più che presentare immagini patinatissime in storie che solitamente sono meglio trattate dalle serie.
Rimane poco chiaro come mai sia stato usato il titolo di un noto romanzo. Non costituisce di certo un’attrattiva per il pubblico di riferimento ed è fonte di delusione per quella parte di spettatori che invece lo conoscono.
Sei d'accordo con la nostra recensione di Black Beauty? Scrivicelo nei commenti