Cannes 2026 - Histoires de la nuit, la recensione: le ore disperate di una famiglia "normale"
Histoires de la nuit di Léa Mysius, in concorso a Cannes 2026, è un home invasion thriller tratto dal romanzo di Laurent Mauvignier: tensione, ritratti familiari e una regia asciutta per un film che sa a chi vuole parlare
Sono sempre tempi duri per i film di genere ai festival. Nonostante le dichiarazioni di facciata di critici e giornalisti che ne vorrebbero vedere di più, e che stigmatizzano i pochi spazi loro concessi, alla prova dei fatti certi film vengono fischiati — come nel caso di Histoires de la nuit, in concorso a Cannes 2026 — o ritenuti inadatti a un concorso, come pure qualcuno ha detto dell'incredibile Hope.
Un compleanno che diventa incubo
Il limite del film diretto da Léa Mysius è quello di non avere altre ambizioni se non quelle proprie della dinamica del thriller, per meglio dire dell'home invasion: il film si svolge durante il giorno del compleanno di Nora (Hafsia Herzi), una donna che lavora e vive con marito e figlia in una cittadina rurale, ospitati da una pittrice (Monica Bellucci) che è quasi una seconda madre; proprio mentre si apprestano a preparare la festa serale, tre uomini sconosciuti e malintenzionati piombano in casa.
Scritto da Mysius a partire da un romanzo di Laurent Mauvignier (pubblicato in Italia da Feltrinelli), Histoires de la nuit guarda ai classici del filone — come A History of Violence di Cronenberg o Ore disperate di Wyler e Cimino — con rispetto, senza mai sentire il bisogno di confrontarvisi, cercando piuttosto di costruire attraverso la tensione il ritratto di una famiglia in bilico.
Una famiglia in bilico
Quella mostrata è infatti una famiglia in qualche modo scricchiolante fin da subito, costruita su un vuoto appena nascosto, su tensioni fatte di sottili non detti e di emotività traballanti che cedono sotto il peso del passato, della verità e del dolore. Il tema familiare è tracciato con discrezione, ma attraversa una sottotrama dopo l'altra, un gruppo di personaggi dopo l'altro: la famiglia che invade, guidata dal carisma e dal talento di Benoît Magimel, è lo specchio deformato di quella invasa; il rapporto tra il capo e la piccola Ida è una ripetizione di ciò che nel passato c'era tra lui e Nora, la variante oscura di ciò che accade tra Cristina (il personaggio di Bellucci) e Bègue (Alane Delhaye).
Histoires de la nuit punta al suo obiettivo primario con sicurezza e riesce a raggiungerlo, con una certa asciuttezza e intelligenza nel racconto: non sarà "abbastanza" per stare in concorso a Cannes, ma lo è per coinvolgere il pubblico a cui ha scelto di rivolgersi.