Fargo 2x07, "Did you do this? No, you did it!" - La recensione
Svolte impreviste, caos crescente e qualche lieve sbavatura per un episodio comunque formidabile di Fargo
Chiariamo subito: l'estetica sublime della serie Fox resta invariata, così come le efficaci invenzioni registiche e il formidabile livello attoriale. E, a ben guardare, la puntata ha in sé delle svolte narrative di grandissimo impatto, e impone alla storia una svolta che aggiunge interesse a uno scenario già molto accattivante. E allora? Dov'è il neo?
Archiviata la lieve sbavatura di cui sopra, Did you do this? No, you did it! non fa che confermare i pregi che stanno rendendo Fargo il prodotto televisivo più interessante del palinsesto statunitense. Il finale dello scorso episodio, col fuoco aperto dagli scagnozzi di Kansas City sulla casa dei Gerhardt, aveva lasciato in sospeso il destino della famiglia criminale. Ora scopriamo che la sparatoria ha fatto fuori il patriarca Otto, come si evince dal funerale dell'uomo assieme alle esequie prive di salma di Rye.
Le cose non si mettono bene per Floyd (Jean Smart), che decide di collaborare con la polizia - o così dà a intendere a Hank (Ted Danson), rivelandogli informazioni preziose sui magazzini della mafia di Kansas City. Non sappiamo a cosa condurrà questa stramba alleanza, non sappiamo quanti Gerhardt dovranno ancora morire, ma sappiamo che, sul fronte opposto, la fortuna non sta arridendo neppure a Mike Milligan (Bokeem Woodbine), il cui boss invia il temibile Becchino a punire nel peggiore dei modi lo scagnozzo inadempiente. Mike si prepara allo specchio, e sembra di leggergli in faccia una rassegnazione simile a quella di un uomo che sta per salire sul patibolo: la sorpresa è ancora più accentuata, quindi, nel vederlo far fuori a sorpresa - aiutato dal fratello Kitchen ancora vivo - sia il Becchino che i suoi due aiutanti asiatici. È una svolta formidabile, che segue la scia di sangue di un sentiero che punta dritto verso un'esplosione di violenza. Non ci viene detto nulla di nuovo: abbiamo già visto Mike uccidere e questo Becchino non rappresentava, di fatto, nulla più dell'ennesimo criminale dal nome minaccioso. Ma il gesto di Mike è segno di un'irrimediabile rottura e, cosa ancor più importante, lo inserisce a pieno titolo nel girone di disperati che animano la scena di Fargo. Ormai, anche lui ha perso il controllo; la situazione gli è sfuggita di mano.
Dovremo aspettare per saperne di più su questo mistero della vita di Hank, così come dovremo aspettare ancora per scoprire cosa è successo ai Blomquist che, a quanto ci svela la scena finale dell'episodio, hanno nientemeno che Dodd Gerhardt nel bagagliaio della macchina. Hanzee (Zahn McClarnon) dovrebbe essere sulle loro tracce da qualche giorno, e riporta ai Gerhardt di sapere dove si trovi il figlio maggiore, ormai scomparso da qualche giorno. L'impressione è di una catena destinata a spaccarsi da un momento all'altro, ormai prossima al limite di tensione. Il che, inutile nasconderlo, ci fa leccare i baffi al pensiero dei prossimi capitoli di questa perla televisiva.