Home Education - Le regole del male, la recensione
Nonostante il doppiaggio lo faccia sembrare un film straniero, Home Education è un horror italiano che coinvolge e ha un'ottima fattura
La recensione di Home Education - Le regole del male, il film horror italiano al cinema dal 30 novembre
Una volta fatto ciò, ci si trova di fronte a un coming of age horror, la storia di una ragazza cresciuta in casa dai genitori che, quando la incontriamo, prepara con la madre un rituale per riportare in vita il padre appena morto. Sono (o forse solo vogliono essere) streghe contemporanee, abbigliate come tutti gli altri, e la ragazza in particolare ha un interesse per un coetaneo che non sa nulla della sua famiglia, visto che lei ha vissuto sempre come una reclusa. Le loro sono ritualità vaghe (e Julia Ormond, la madre, è molto brava a stare a metà tra il folklore e il magico, il temibile e il casalingo) a cui la prossimità, molto concreta nel film, con la morte e i cadaveri consente di scavallare nel macabro vero. “Le cose che voglio che accadano” è un mantra che lei ripete spesso lungo il film e di cui alla fine si comprende il senso.
Nel cuore di tutto c’è una storia femminile di liberazione e conquista dell’autonomia, girata con grande gusto e la consapevolezza giusta del fatto che il cinema horror migliore contiene altri generi. Home Education, oltre alla consueta violenza ed efferatezza, contiene momenti da commedia dell’arte (la band preferita del macellaio ha fatto un disco intitolato "Carne fresca") o scene di breve tensione che il sonoro trasforma in paurose. Anche i temi più classici come la sessuofobia e il controllo materno emergono con chiarezza senza bisogno di essere sfacciati. E soprattutto, tutto è girato bene. La prima caratteristica di un vero horror, un buon gusto estetico e una tecnica padroneggiata, specialmente per le scene che sconfinano nel fantastico. Peccato che voglia avere poca personalità e ambisca a uno sguardo generico e che la recitazione, per quanto corretta (specialmente Fasano), non abbia il coinvolgimento che si potrebbe sperare.