Jessica Jones 1×06, "Sei il nostro vincitore": la recensione
Ecco la nostra recensione del sesto episodio di Jessica Jones, intitolato "Sei il nostro vincitore"
Articolo a cura di Raffaele Caporaso di BadComics.it
Questo capitolo si apre con un’originale e apprezzabile sequenza che ci mostra l’effettiva portata dei poteri di Kilgrave: nel corso di una losca partita a poker, il villain condiziona mentalmente i suoi avversari, costringendoli a puntare tutto il loro denaro in un’unica mano e portandoli poi a “foldare”, consentendogli di vincere più di un milione di dollari pur avendo carte “deboli”. L’irrazionalità, l’isterismo e la follia del criminale risaltano chiaramente agli occhi dello spettatore, che si rende conto di quanto questo villain sia diverso da tutti quelli incontrati finora nelle varie produzioni cinematografiche e televisive Marvel: grande merito per l’ottima riuscita della caratterizzazione del personaggio va sicuramente alle grandi capacità interpretative dell’attore inglese David Tennant, oltre che a un indubbio buon lavoro degli sceneggiatori.
È proprio Kilgrave, direttamente o meno, a monopolizzare l’attenzione nella prima parte di Sei il nostro vincitore: nel corso di un confronto tra Jessica e Malcolm, finalmente libero dal condizionamento del villain e dalla dipendenza dalle droghe, proprio quest’ultimo afferma che i poteri del criminale non sono di natura “magica”, ma hanno delle proprietà di altro genere: in questo caso, infatti, vi è una grande similitudine tra la serie TV e le fonti originali a fumetti, nelle quali i poteri dell’Uomo Porpora hanno un’origine scientifica. Il personaggio, infatti, fu esposto a un gas sperimentale, che gli donò la capacità di emettere feromoni in grado di annullare la volontà di chiunque gli sia vicino. La reale natura dei poteri del Kilgrave televisivo, così come anche le sue “origini segrete”, restano però ancora un mistero giunti a questo punto dello show, e non possiamo escludere che vi possano essere alcune differenze ontologiche tra questo e il suo corrispettivo a fumetti.
Contestualmente, in questo episodio Jessica e Luke Cage tornano a fare squadra, quando l’uomo ingaggia la protagonista per ritrovare un ragazzo scomparso, fratello di una donna che afferma di avere delle prove che dimostrano come la morte della moglie di Cage non sia stata un’incidente, ma un vero e proprio omicidio. Sappiamo già che proprio la Jones ha ucciso la donna amata da Luke, quando era sotto il controllo mentale di Kilgrave. Temendo che la verità possa venire a galla, mettendola in una spiacevole posizione, Jessica accetta il caso con l’intento di far sparire eventuali prove che possano dimostrare la sua colpevolezza. Non certo una mossa moralmente apprezzabile da parte della ragazza, la quale si dimostra nuovamente essere un personaggio piuttosto ambiguo e “incasinato”, ben lontano dal topos dell’eroe classico.
Una curiosità: nel corso delle indagini i due protagonisti entreranno in contatto con un piccolo boss della malavita newyorkese, Len Sirkes (interpretato da Brett Azar), il quale è anche lui sulle tracce di Antoine, il ragazzo cercato da Luke. Sikers ha un corrispettivo praticamente omonimo nell’universo a fumetti Marvel, Lenny Sirkes, il quale è conosciuto anche come il villain Lone Shark, una mostruosa creatura dalle sembianze di squalo antropomorfo che ha diversi precedenti sia con Luke Cage che con Jessica Jones.
Nel finale di episodio, Jessica è costretta a confessare la verità a Luke per salvare la vita del conducente del bus che investì Reva (la quale era però già deceduta): le conseguenze di tale rivelazione portano Cage a prendere drasticamente le distanze dalla Jones, che si ritrova dunque più sola che mai. Nel frattempo, Kilgrave acquista una casa che si rivela essere l’abitazione nella quale Jessica è cresciuta. Una curiosità: il mantra ripetuto dalla protagonista per combattere le crisi di panico scatenate dagli eventi passati non è altro che l’indirizzo della suddetta casa.
Su BadComics.it ogni giorno recensiamo anche i volumi del fumetto originale.