Jessica Jones 1×09, "Penalità": la recensione
Ecco la nostra recensione del nono episodio di Jessica Jones, intitolato "Penalità"
Articolo a cura di Raffaele Caporaso di BadComics.it
In questa puntata tutti i cerchi virtuali sul passato di Kilgrave trovano la giusta chiusura, consentendoci così di fare ulteriori parallelismi con la fonte a fumetti dove il villain è apparso originariamente. Innanzitutto, scopriamo che nella serie TV, Kilgrave è un “nome d’arte” che il criminale si è dato: il suo nome di battesimo è infatti Kevin, e il suo cognome Thompson (come scopriamo in questo episodio). Questa è una sostanziale differenza con il suo corrispettivo Marvel Comics, il quale fa di nome Zebediah Killgrave (con due “l”).
Veniamo a conoscenza, inoltre, della reale origine dei poteri dell’uomo: questi infatti era nato con una terribile malattia neuro-degenerativa, che lo avrebbe ucciso nel giro di pochi mesi. I genitori, Albert e Louise Thompson, due scienziati, decisero dunque di provare a salvare la vita del loro figlio sottoponendolo a una cura che consisteva nell’iniezione ripetuta di un virus sperimentale, volta a riparare il suo DNA. La cura ebbe successo, salvando la vita di Kevin: ma vi furono degli effetti collaterali, quelli che appunto diedero al giovane i suoi straordinari poteri. L’abilità di Kilgrave di sottomettere alla propria volontà chiunque gli si pari davanti è, quindi, sostanzialmente un virus che contagia chiunque sia nei pressi dell’uomo: come per ogni virus, dunque, in linea teorica dovrebbe essere possibile sintetizzare un antidoto. Non è ancora chiarissimo se il potere di Kilgrave si manifesta per mezzo della sua voce o attraverso la secrezione di feromoni così come nel fumetto (non escludiamo che possa essere una combinazione delle due cose).
Altro macro-tema di questa puntata è la rivelazione che l’agente Will Simpson è molto più di quello che credevamo essere; del resto, c’erano stati molti elementi che hanno progressivamente alimentato i nostri sospetti. Senza ombra di dubbio alcuno possiamo ora affermare che Simpson sia il corrispettivo televisivo/cinematografico di Nuke, personaggio a fumetti creato da Frank Miller e David Mazzucchelli e apparso per la prima volta sulle pagine di Daredevil #232 (1986). Del resto, i due personaggi hanno da sempre condiviso il cognome, dato che il nome all’anagrafe di Nuke è Frank Charles Simpson. Questi è un militare potenziato attraverso alcuni esperimenti volti a ricreare (senza successo) il Siero del Supersoldato di Capitan America durante la Guerra in Vietnam: gli effetti di tale trattamento resero Simpson un pazzo dissociato e iper-nazionalista, oltre che un uomo facilmente vittima di condizionamenti mentali, una sorta di automa, dotato di super-forza e capacità militari di alto livello.
Ogni potenziale ombra di dubbio viene spazzata via nel momento in cui il dottor Kozlov, evidentemente a capo del progetto di ricerca che ha creato Nuke, somministra al personaggio le celebri pillole rosse, bianche e blu, simbolo del personaggio assieme alla bandiera degli USA dipinta (o tatuata, a seconda delle interpretazioni) sul volto.
Vi è inoltre un corrispettivo a fumetti per il dottor Kozlov: nell’Universo Marvel Comics, Michael Kozlov è un combattente per la libertà europeo, che lotta contro il regime sovietico e contro un gigantesco drago di nome Grogg (!).
Infine vanno spese due parole per il personaggio di Jeryn, la quale si dimostra una donna dalla moralità piuttosto ambigua, e che contribuisce in maniera decisiva all’ennesima fuga di Kilgrave, la cui vendetta, questa volta, sarà presumibilmente più atroce che mai.
Avete visto l’episodio? Diteci cosa ne pensate, domani recensiremo il decimo!