One Night in Miami, la recensione | Venezia 77
La recensione del film One Night in Miami, diretto da Regina King, e presentato fuori concorso alla 77. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia
La struttura teatrale del progetto permette di mostrare questi personaggi che hanno segnato in modo indelebile la storia tramite il racconto di un'unica notte, quella del 25 febbraio 1964 segnata dalla vittoria un po' a sorpresa di Cassius Clay su Sonny Liston.
Ognuno di loro porta in scena fragilità, dubbi personali e professionali e cerca un modo per trovare un equilibrio tra il proprio ruolo nella lotta per i diritti civili e le aspirazioni personali e professionali.
Nel corso della notte che dovrebbe essere all'insegna dei festeggiamenti i quattro amici, in situazioni diverse della propria esistenza, si confronteranno e scontreranno parlando della propria quotidianità e di come intendono la lotta per l'uguaglianza all'interno della società americana.
One Night in Miami costruisce con intelligenza un crescendo di emozioni che conduce a prendere delle scelte importanti nell'esistenza di ognuno dei personaggi, in particolare quelle legate al legame con l'Islam, elemento controverso per alcuni di loro.
Il primo atto del racconto introduce con efficacia la situazione in cui si trovano tutti i protagonisti prima di ritrovarsi insieme nella stessa stanza e getta le basi per mostrare le discriminazioni vissute: da chi, nonostante un apparente affetto e una sicura stima, non lascia nemmeno entrare in casa il giovane campione di football, all'accoglienza estremamente fredda e priva di emozioni a una performance musicale, senza dimenticare chi sottovaluta la bravura di Cassius Clay o le tensioni che circondano l'attività di Malcolm X e che causano non pochi problemi alla sua famiglia.
Regina King, dopo alcune esperienze dietro la macchina da presa nel campo televisivo. gestisce in modo molto attento ed esperto la bravura dei talenti a sua disposizione, offrendo a ciascuno di loro lo spazio necessario per proporre con molte sfumature il proprio personaggio.
La natura teatrale del testo originale dà vita a una parte centrale del film ambientata in un'unica location e, nonostante gli spazi limitati, il racconto non subisce mai battute d'arresto ma, al contrario, si evolve con forza in un costante crescendo di emozioni nate dai contrasti esistenti tra le future icone del mondo dello sport e della società americana. L'indubbio talento dei protagonisti permette a Regina King di costruire One Night in Miami senza troppe difficoltà sulle idee alla base del progetto e sulla rappresentazione di un capitolo della storia americana all'insegna della lotta per l'uguaglianza e la lotta per i diritti civili, tuttora in corso, sfruttando a proprio favore la ricchezza del testo, alcuni emozionanti momenti musicali, l'attenta ricostruzione storica nei dettagli della scenografia e dei costumi, e un'interpretazione dei protagonisti in grado di puntare a grandi riconoscimenti in questa stagione di premi.