Red Notice, la recensione
Niente in Red Notice dà l’impressione di essere lasciato al caso, e il film funziona come una macchina di lusso perfetta, non solo bella da vedere ma estremamente performante.
200 milioni di dollari. No, non è il guadagno della rapina pianificata dagli astuti truffatori protagonisti di Red Notice (anche seci si avvicina abbastanza), ma si tratta del più che reale costo per realizzare il film stesso, ad oggi il più alto investimento mai fatto da Netflix per un lungometraggio.
Insomma niente in Red Notice dà l’impressione di essere lasciato al caso, e il film funziona come una macchina di lusso perfetta, non solo bella da vedere ma estremamente performante. Il viaggio è tumultuoso, senza sosta. Andiamo veloci come il vento senza preoccuparci troppo se andremo a sbattere mentre Johnson e Reynolds giocano a guardia e ladro e Gal Gadot li orchestra senza il minimo sforzo, costruita come una dea ex-machina sempre impeccabile e presentata come una femme fatale ma senza la carica di sessualizzazione che questa solitamente comporta. Insomma l’equilibrio è davvero più difficile da ottenere di quello che sembra ma Rawson Marshall Thurber ci riesce senza battere ciglio, e tra situazioni spettacolari che si susseguono con foga trova pure il tempo di costruire un’amicizia strampalata che può scaldare i cuori più sensibili.
Cosa si può quindi recriminare a una Hollywood che fa Hollywood al suo meglio (e infatti lascia chiaramente intendere che ha intenzione di proseguire con un altro film…)? Il fatto è che Red Notice funziona appunto come una macchina di lusso, pensata per dare un certo tipo di esperienza e basta e non certo per essere confortevole. Il film vota quindi tutto sé stesso al divertimento, all’intrattenimento, al valore spettacolare e non si preoccupa di lasciare alcun tipo di messaggio o visione sul mondo. Sì, anche quella sarebbe Hollywood, ma un’altra ancora. Questa “mancanza” narrativa qui invece non delude proprio perché i patti sono chiari fin dall’inizio, perché la struttura portante (narrativa, estetica) è talmente solida da non richiedere null’altro per funzionare.
200 milioni di dollari non compreranno qui l’autorialità, non compreranno una visione. Ma, se spesi bene, faranno certamente fruttare una progettualità che sa come usare la propria cassetta degli attrezzi. Chapeau.
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