Robin War, la recensione
Abbiamo recensito per voi Robin War, il crossover delle serie di Batman volto a celebrare i 75 anni del Ragazzo Meraviglia
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Con il passare del tempo l’iconico costume rosso, verde e giallo è stato indossato da diversi personaggi: il primo assistente del Cavaliere Oscuro è stato Dick Grayson, seguito negli anni da Jason Todd (apparentemente morto durante la brutale storia Una Morte in Famiglia), Tim Drake e Damian Wayne. Tra cadute e resurrezioni i nostri giovani paladini sono spesso tornati con costumi e nomi nuovi e, allo stato attuale, l’unico vero Robin è proprio il figlio di Bruce Wayne: Damian.
Nightwing (Dick Grayson), Red Robin (Tim Drake), Cappuccio Rosso (Jason Todd) e Robin (Damian Wayne) devono dunque allenare questo esercito di ragazzi per scoprire se qualcuno sta tramando nell’ombra così da approfittare della situazione.
Ricordiamo che Bruce Wayne è attualmente fuori dai giochi e il suo posto, come difensore di Gotham, è stato preso dal Commissario Jim Gordon, che ha riempito il vuoto lasciato dall’Uomo Pipistrello indossando un’armatura ipertecnologica.
Gli autori coinvolti sono Tom King, Tim Seeley, Ray Fawkes, Lee Bermejo e Patrick Gleason, tutti impegnati sulle relative collane. Nonostante la scrittura sia divisa tra più persone, la lettura scorre piacevolmente lungo tutti i capitoli della saga, senza subire particolari cali di tensione o perdere il grande mordente che le viene impressa sin dalle prime pagine. Ogni autore, infatti, ha le sue peculiarità in fase di realizzazione e non le smarrisce quando viene chiamato in causa. Allo stesso tempo il filo conduttore, la logica di certi passaggi e le motivazioni che spingono ognuno dei personaggi a intraprendere questa battaglia resta vivo lungo tutta la vicenda, arricchendosi di quelle sfumature che i singoli scrittori di volta in volta tratteggiano.
Spiccano, per il tono più introspettivo, alcuni passaggi di King e Seeley, che riprendono il tema di famiglia ed eredità che lega ognuno dei Robin al loro mentore, Batman. Il senso di responsabilità e di colpa di Dick, l’arrogante convinzione di Damian, la rabbia e la misantropia di Jason, le capacità investigative e la bontà di Tim: sono tutti elementi caratterizzanti che emergono nettamente e vanno a integrarsi con nuovi personaggi come Dre, Dax, Isabella e Duke che spiccano tra gli aspiranti Robin e si impongono all’attenzione del lettore - e degli originali Ragazzi Meraviglia - per le loro peculiarità caratteriali, in grado di far breccia persino nel cuore duro di Damian.
Una piccola nota stonata è rappresentata dal lavoro di Scott McDaniel, fa spesso risultare i personaggi abbozzati, perdendo così di chiarezza, precisione e assestandosi un gradino sotto all’elevato livello dei colleghi. Piccole sfumature che non vanno a inficiare la veste di questa saga che, non dimentichiamo, coinvolge un grande numero di personaggi (molti non li abbiamo citati per evitare di rovinarvi la lettura). La difficoltà della gestione di questa moltitudine non sembra rappresentare un limite per gli artisti coinvolti e il crossover trova proprio nella varietà di approccio e nelle diverse soluzioni grafiche una delle sue armi vincenti.
In conclusione, Robin War ci restituisce una fotografia precisa e dettagliata dello status dell’universo di Batman, un contesto al momento privo del suo protagonista, ma popolato da comprimari ricchi di spessore con delle storie molto interessanti da raccontare.