Secret Empire 0, la recensione
Abbiamo recensito per voi il numero zero di Secret Empire, di Nick Spencer, Daniel Acuna e Rod Reis
Fumettallaro dalla nascita, ha perso i capelli ma non la voglia di leggere storie che lo emozionino.
Cerca di anticipare i piani del nemico, e individua i suoi punti forti e deboli: potrai decidere quale strategia usare per avere successo, e quale no.

Dopo gli eventi di Standoff, Kobik - un Cubo Cosmico senziente influenzato dal Teschio Rosso - ha riscritto il passato di Steve trasformandolo in un agente dell’Hydra. Divenuto, nel frattempo, direttore dello S.H.I.E.L.D. prendendo il posto della fuggitiva Maria Hill, Cap è l'artefice di un grande piano con un solo obiettivo: prendere le redini della nazione ricoprendo il ruolo di Leader Supremo dell’Hydra.
Per ottenere tutto ciò ha lavorato segretamente per mesi - come sanno i lettori del quindicinale edito da Panini Comics dedicato a Capitan America - e ora sta per scatenare un offensiva su più fronti. Da abile stratega qual è, ha disperso la comunità supereroistica e lo stesso S.H.I.E.L.D. inviandoli a fronteggiare l’invasione dei Chitauri, una rappresaglia al centro di New York portata da un gruppo di supercrimanali fuggiti da Pleasant Hill e una minaccia nucleare che pende sull'Europa dopo che l'Hydra ha conquistato Sokovia e il suo arsenale bellico.

Ha così inizio l'ennesima grande saga nata per stravolgere l’universo narrativo della Casa delle Idee; orchestrata dalla mente di Spencer - scrittore alla guida delle collane dedicate ai due Cap - in Italia avremo modo di leggere la miniserie portante in albetti brossurati della collana ombrello Marvel Miniserie.
Presa coscienza della portata della storia, l'incredulità è tanta, accompagnata da sgomento e rabbia. Sì, perché mai avremmo pensato di assistere a scene così intense con atmosfere similari a quanto letto durante il periodo noto come Dark Reign; in quelle circostanze, il disprezzo era rivolto al malvagio Norman Osborn - un supercriminale - mentre con Secret Empire assistiamo al voltafaccia della Sentinella della Libertà, il simbolo della speranza, il difensore dei deboli e degli ultimi che tradisce chi ha giurato di proteggere mostrando il suo "vero" volto.
Nonostante l'ampio cast coinvolto - Alpha Flight guidata da Capitan Marvel, i Guardiani della Galassia, i Defenders e Ironheart - Spencer riesce a non perdere mai la bussola costruendo un prologo funzionale in grado di disporre sulla scacchiera un numero considerevole di personaggi senza penalizzare nessuno. Vedremo se nel prosieguo riuscirà a completare una miniserie in grado di funzionare senza l'apporto dei singoli tie-in, mantenendo il giusto equilibrio tra azione e dialoghi densi con cui esaltare la componente umana di ogni eroe.
Secret Empire si presenta nel migliore dei modi grazie a una progettazione intrigante e un comparto artistico di livello. Le premesse per un'ottima storia ci sono tutte e, data l'enorme portata che implica il passaggio di Steve Rogers al lato oscuro, restiamo fiduciosi che il tutto non si dissolva in una bolla di sapone.