Spider-Man: Far From Home, la recensione
Prima ancora che una storia di eroi e minacce però Spider-Man: Far From Home è un teen movie scolastico. Ed è perfetto
Prima ancora che una storia di eroi e minacce, però, Spider-Man: Far From Home è un teen movie scolastico. Ed è perfetto. Quasi tutta la prima metà del film mette ai margini le questioni da supereroi per tenere al centro quelle di Peter e dei suoi amici, MJ su tutte (finalmente scopriamo com’è caratterizzata ed è fantastico che le abbiano dato diversi difetti, incluse delle note vanitose). Con le questioni di sicurezza mondiale a incombere sullo sfondo, sempre pronte a esplodere, e una gita in Europa in primo piano l’Uomo Ragno ritrova l’essenza dei fumetti: la fatica nel gestire vita personale, l’identità segreta e la vita da supereroe (come tutto questo sia “risolto” in una delle scene post-credit ha proprio il sapore delle svolte da fumetto).
Per fortuna però questo incide pochissimo in un film che appare subito come uno dei migliori tirati fuori dalla Marvel, più che mai in linea con lo spirito della casa, tagliato bene sulle misure, sul target e sulle caratteristiche dell’Uomo Ragno (è banale e scontato dirlo, ma è proprio evidente che nessuno lo conosce come loro) e godibilissimo.
La trama è forse quella con il più alto numero di spoiler possibili per un film Marvel e Peter Parker ha di nuovo a che fare con le conseguenze di quel che è successo in altri cinecomic. Se l’Avvoltoio era nato dalle azioni dello S.H.I.E.L.D. e Tony Stark e letteralmente dalle macerie di Avengers, qui pure la minaccia è figlia di qualcosa fatto da altri in altri film (e sono così bravi alla Marvel da recuperare anche comprimari comparsi una volta sola anni fa). Quello che è l’unico ragazzino di tutto l’Universo Cinematografico Marvel fa continuamente le spese degli errori e della distruzione fisica e mentale portata dagli adulti. Non è l’unico rimando a dinamiche e polemiche del mondo reale, solo l’unico che si può raccontare qui senza fare spoiler.
In chiusura tre hip hip urrà per Michael Giacchino al secondo Spider-Man (e terzo film Marvel): il suo score finalmente riporta una melodia memorabile a un film di supereroi.