The Don Rosa Library: Zio Paperone & Paperino vol. 8, la recensione
L'ottavo volume italiano della Don Rosa Library prosegue la narrazione della Saga di Paperon de' Paperoni
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.
Il re di Copper Hill anticipa in qualche modo la vita da cercatore d'oro di Paperone, che in realtà deve la sua prima vera grande fortuna economica a un altro minerale: il rame, trovato in grande quantità proprio alla vigilia della grande diffusione dell'elettricità. Il giovane papero deve ringraziare Howard Rockerduck per essere riuscito a sfruttare al meglio la vena di rame, ed è ironico che sia proprio il padre di uno dei suoi futuri avversari ad averlo aiutato tanto; vediamo qui anche il giovane John Rockerduck, in versione moccioso viziato, una caratterizzazione perfetta che anticipa il suo carattere da miliardario grazie all'eredità del padre e senza aver mai faticato, l'esatto opposto di Paperone.
Il terrore del Transvaal è un'avventura in terra africana in cui Paperone si scontra con le fiere della savana, ma la minaccia più grossa è un subdolo papero: Cuordipietra Famedoro, il cui nome non viene rivelato al protagonista per non rovinare il loro primo incontro narrato da Carl Barks. Rosa sottolinea qui le sostanziali differenze di carattere e di etica morale tra i due paperi, così come aveva fatto poco prima con Rockerduck.
Dopo il giro di boa della Saga, Paperone arriva nella terra dei canguri ne Il leggendario papero del deserto d'Australia; qui il suo percorso di formazione si arricchisce di un'altra figura affascinante, un saggio aborigeno che gli trasmette i suoi insegnamenti attraverso le tradizioni della cultura locale. La figura di Paperone ci appare sempre di più come un "prescelto", qualcuno destinato a raggiungere la sua grandiosità, suggerita da numerosi segnali e profezie che perpetuano un gioco metafumettistico strizzando costantemente l'occhio a quanto costruito da Barks.