The Marvels, la recensione
Nonostante una Brie Larson che non padroneggia i toni necessari, The Marvels trova lo stesso a tratti il ritmo e le idee giuste
La recensione di The Marvels, il film al cinema dall'8 novembre
La storia mette le tre attrici continuamente e metaforicamente a confronto, scambiandole sia nell’intreccio che nella pratica. Accade che la solita posta in gioco altissima (questa volta il mondo minacciato è quello degli Skrull, con i Kree a loro volta a rischio estinzione) richieda l’intervento congiunto di tre supereroine con “poteri di luce” (termine tecnico qui introdotto). Captain Marvel, Ms Marvel e Monica Rambeau, a cui si cerca un nome di battaglia per tutto il film, scoprono in una bella sequenza iniziale di gran montaggio di essere collegate e potersi scambiare volontariamente e non a prescindere da dove si trovino nell’universo. Questo dello scambio improvviso è il meccanismo d’azione e comico che regge il film e, finchè dura, funziona.
Ma è anche la maniera in cui passiamo rapidamente da Brie Larson a Iman Vellani, ed è impossibile non notare come la prima sia legnosa, sia nell’azione (mai davvero eccezionale per tutte e tre, a dire il vero) sia in quella particolare arte della microrecitazione necessaria nei film Marvel che richiede un lavoro da Jackie Chan sulla rapida espressività in mezzo all’azione. Che poi è anche la maniera in cui nei casi migliori questi film inseriscono la narrazione all'interno delle scene d'azione. Brie Larson passa dal truce al basito al leggero come se stesse lavorando a compartimenti stagni, Iman Vellani li mescola, sa mettere insieme espressioni diverse, rendere la sorpresa e la paura, l’ironia e la determinazione in modi ogni volta diversi e non ripetendo le medesime facce. Soprattutto lo sa fare con credibilità, senza una fatica apparente, mentre infuria l’azione.
Siete d'accordo con la nostra recensione? Potete dircelo dopo aver visto The Marvels, al cinema dall'8 novembre.