The Morning Show 1x06, "The Pendulum Swings": la recensione
Mentre il punto di vista sugli scandali sessuali si fa sempre più complesso The Morning Show trova anche il tempo per dire qualcosa di onesto su come si lavora
The Morning Show 1x06, "The Pendulum Swings": la recensione
Chiunque si sia trovato a lavorare in ambienti non particolarmente sofisticati, in situazioni magari anche prestigiose ma dallo scarso valore, dalla scarsa etica o anche solo ripiegate su una visione tenue e ruffiana della propria professione ha confidenza con il discorso che Bradley fa ad Alex quando la seconda vuole inseguire la storia di salvataggi di cani all'interno dell'evento ben più serio degli incendi in California. È etica giornalistica e ideali contro pragmatismo e anni di pratica, niente di nuovo ma la schiettezza e concretezza con la quale dice “Io non devo stare a raccontarmi bugie sulla qualità del programma che produco da 15 anni” dice una cosa sacrosanta riguardi come in quegli ambienti, per sopravvivere, ci si racconti a vicenda tutta un’altra storia, promuovendo e propagando una verità alternativa che molti fanno finta di credere, e alcuni (ai livelli più alti) credono sul serio.
Un film banale ma anche una serie banale affermerebbe che alla fine della fiera servono entrambi, la ragion di stato (gli ascolti) e la schiena dritta (cercare notizie vere anche spiacevoli), The Morning Show invece non trova nessun punto di compromesso, e non lo fa per affermare la preminenza di uno dei due approcci ma perché proprio non ha interesse nelle soluzioni. Ha interesse solo nei problemi. La soluzione è quella cosa che semplifica la visione del mondo, i problemi sono ciò che la complicano. L'impressione è sempre di più che questa serie non miri ad avere una trama propriamente detta ma miri a rappresentare quel flusso di contrasti e conflitti che anima la vita di tutti, lasciandoli passare prima che siano risolti. È l’approccio di I Soprano, di Mad Men e di molte altre serie che fanno del loro centro il racconto della vita.
Non solo. La barra di complessità continua ad essere alzata soprattutto sul lato più spinoso e necessario (perché più attuale e meno affrontato dai racconti audiovisivi), quello del sesso sul posto di lavoro. L’apertura della serie con la condanna di un potente che ha usato la sua posizione per fare sesso con delle sottoposte è diventata sempre più ingarbugliata e ora vediamo diverse situazioni simili a quella ma a loro modo uniche che pongono domande strane. Quando Bradley si sveglia nel letto della persona che l’ha assunta ci chiediamo subito “E ora??”, lei è una donna indipendente, forte, era ubriaca e forse si è divertita, forse no, di certo non parlerà di abusi. Eppure… Salta fuori che invece no, non c’è stato niente, lei ha solo dormito. E se tutti invece pensassero che è avvenuto qualcosa? Lei sarebbe meno seria o meno autorevole con la sua schiena dritta se fosse andata così?
Tutto quello che ci siamo chiesti e che continuiamo a chiederci da quando le rivendicazioni femminili hanno cominciato finalmente a trovare un uditorio, le domande riguardo la correttezza di certe reazioni, la parzialità di chi si schiera aprioristicamente da una o dall’altra parte e la violenza delle reazioni (specie delle aziende terrorizzate dalla reputazione online), sono un terreno di negoziazione continuo nel mondo reale, che qui per la prima volta viene rappresentato e raccontato in uno finto. Tramite molti diversi esempi pratici complicati, ambigui e di difficile definizione, The Morning Show rende molto difficile schierarsi, non rappresenta dei buoni contro dei cattivi, ma afferma che in ogni situazioni ci sono diverse angolazioni ed è impossibile giudicare tutte nella stessa maniera, rappresenta insomma quel milione di zone grigie per le quali non abbiamo una regola.
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