Toy Story 4, la recensione
Nonostante sembri apparentemente in linea con gli altri film della serie, Toy Story 4 è un grande cambiamento. Non perfetto, ma efficacissimo
Toy Story 4 non è il miglior film della serie (né asciutto come il secondo, né umano come il terzo) ma sostiene alla grande il peso della saga e si permette anche l’ambizione di chiuderla modificando quel che pensiamo di sapere sulla vita dei giocattoli, riavvicinando Woody, vero protagonista, al genere che gli appartiene: il western.
Ottemperando alla mitologia del west classico cui appartiene, Woody viene reimpostato fin dalle prime scene come un personaggio che a un certo punto nel suo passato ha scelto il dovere al posto dell’amore. Come i grandi pistoleri c’è un imperativo morale a dominarlo ed è sempre più importante della propria felicità. Pensavamo fosse realizzato al servizio dei padroni umani e invece forse non è così o, se non altro, c’è qualcosa che inizia a farsi strada dentro di lui, qualcosa che viene dal passato, proprio ora che non conta più così tanto nella gerarchia della bambina cui appartiene.
Toy Story è sempre stata la saga più introspettiva della Pixar. Ogni giocattolo a modo suo è psicopatico, la vita al servizio degli umani li fa impazzire e sono pieni di paure, hanno sindromi, turbe o traumi allucinanti che ne condizionano il resto della vita. È vero sempre per i cattivi ma lo è spesso anche per i buoni. Per questo i loro film affrontano sempre scelte e questioni intime e logoranti. La vita che fanno li rende pavidi e insicuri o li fa dipendere da qualcuno. Stavolta, tra i molti, Forky matura la consapevolezza di esistere quando capisce di avere uno scopo nella vita, Buzz Lightyear affronta il concetto di coscienza (curiosamente proprio come viene raccontato in Westworld) e Gabby Gabby lotta con l’imperfezione del proprio corpo.
Tutto riesce infatti alla fine, Toy Story 4 commuove già dopo i primi 5 minuti, fa ridere moltissimo ed ha una tenerezza che il resto del cinema gli dovrebbe invidiare. Anche se le sue fondamenta scricchiolano è un film bellissimo, pieno di straziante desiderio di felicità, armonia e realizzazione.