Trolls 3 - Tutti insieme, la recensione
Rinunciando alla strada del secondo film, Trolls 3 torna all'inizio e al suo senso del kitsch e dell'accumulo libero di gusto e disgusto
La recensione di Trolls 3 - Tutti insieme, in uscita nelle sale il 9 novembre
Stavolta la storia è di fratellanza e dopo aver proposto modelli romantici diversi nel primo film ora propone modelli familiari differenti. I due protagonisti, si scopre, hanno una famiglia, Branch ritrova i fratelli con i quali anni prima aveva una boy band, mentre Poppy incontra una sorella perduta (gustosamente annunciata dall’imbarazzo del padre quando Branch incontra i suoi fratelli). E di contro anche i villain sono una coppia di fratelli. L’idea è che ci siano modelli diversi di possibili famiglie, che ci siano fratelli (o sorelle) che vanno traditi, quelli a cui rassegnarsi perché diversi e quelli invece da comprendere.
Ma non è certo per la trama che può avere un senso Trolls, e questo terzo film per fortuna lo sa. Trolls è una questione molto più istintiva e di gusto per le immagini. Qui in particolare i personaggi hanno tutti design diversi (i cattivi ad esempio sono ispirati allo stile dei fratelli Fleischer) e sembrano fatti di materiali diversi. Il classico feltro dei Trolls è accostato al viscido dei Bergen, a cui qui si aggiunge la plastica morbida dei cattivi, ma poi ci sono anche la gomma, il glitter immancabile, il vetro e la lana. Sempre seguendo la filosofia di accumulo kitsch lanciata dal primo film, oltre a design diversi vengono accostati proprio stili di animazione diversi (compresa quella televisiva 2D), livelli di qualità diversi con funzioni diverse. Nulla sembra non avere cittadinanza, tutto può essere incluso.
Sei d'accordo con la nostra recensione? Puoi dircelo nei commenti dopo aver visto il film, in anteprima il 1 novembre e poi al cinema dal 9 novembre!