Una famiglia vincente - King Richard, la recensione
Concentrato a tal punto sul suo protagonista da non vedere nient'altro Una famiglia vincente è un film in cui si sente la manina delle produttrici che guida la regia
Non ci sono dubbi sul fatto che su Una famiglia vincente pesi l’ombra di La ricerca della felicità. Il film sulla storia vera di Richard Williams è pensato per ricalcare gli elementi vincenti del film sulla vera storia di Chris Gardner, a partire dal fatto che entrambi vedendo qualcuno con più soldi di loro decidono di impegnarsi a raggiungere quella ricchezza in quel modo, fino al fatto che è una storia di padri e figli in cui tutto il dolore è sulle spalle del padre, una storia di costruzione dell’etica e della morale attraverso la costruzione di un patrimonio. In particolare questo dovrebbe essere cinema sportivo, ma in nessun momento la storia parla dello sport come forma di miglioramento umano, lo sforzo e la dedizione per cambiare una vita; semmai è la storia dello sforzo e della dedizione per migliorare il conto in banca e senza farne mistero, anzi! Esiste una linea chiarissima in questo film che collega successo e denaro, intendendo il secondo come l’obiettivo vero che per raggiungere il quale serve il primo.
È una visione molto particolare che potrebbe creare un ottimo film. Potrebbe. Perché Una famiglia vincente è decisamente poco ispirato. L’intento celebrativo è nascosto in modi davvero goffi. Di continuo si avverte la gentile mano della famiglia Williams sulla spalla di Reinaldo Marcus Greene, che guida un film con così poca personalità da scomparire dietro alle intenzioni di chi lo ha finanziato.
Richard Williams protegge le figlie da tutto. Le protegge dalla strada e dai tipi loschi di Compton, come le protegge dall’ambiente bianco e snob dei circoli di tennis, Richard Williams tiene la barra dritta e non vuole diventare bianco per essere accettato dai bianchi. Richard Williams ha un piano e non ha sbagliato niente. Il suo difetto è l’arroganza ma sparisce di fronte all’esattezza della conquista, che è la parte impressionante della storia ma anche la grande debolezza di un film in cui è difficile stare con dei protagonisti così esaltati.