Nella giornata di domani, venerdì 7 maggio, debutterà su Apple TV+ la seconda stagione Mythic Quest e le puntate inedite mostreranno in che modo i protagonisti Ian e Poppy, interpretati da Rob McElhenney e Charlotte Nicdao, affronteranno la difficile convivenza al vertice della società, ora che entrambi hanno l’incarico di co-direttore creativo.
I due attori, in occasione di una roundtable con la stampa internazionale, hanno parlato delle caratteristiche che hanno reso unica la serie che McElhenney ha creato insieme a Charlie Day e Megan Ganz, della rappresentazione del mondo dei videogiochi e degli scontri causati dalla personalità determinata dei due personaggi. L’interprete di Ian, inoltre, non ha esitato a commentare in modo ironico i paragoni tra Mythic Quest e The Office, e ha spiegato divertito perché il suo amico Ryan Reynolds, con cui ha persino comprato una squadra di calcio, non è ancora apparso in veste di guest star nello show.

Rob ha parlato dell’obiettivo alla base della serie prodotta per Apple TV+:

Volevamo semplicemente proporre una comedy legata a ciò che accade in un ufficio, una serie ambientata sul posto di lavoro che sembrasse il più autentica possibile e ci permettesse per prima cosa di intrattenere, ma al tempo stesso di mostrare delle persone in modo multidimensionale. I personaggi di Ian e Poppy non sono necessariamente positivi e, fino a questo momento, sono un po’ narcisisti e guidati dall’ego, sono delle persone davvero complicate. Penso tuttavia che ci si possa riconoscere in questi personaggi, anche se non si condividono le stesse caratteristiche, e che ci sia molto spazio per la crescita, per la compassione e l’empatia, ed è questo che volevamo realmente esplorare con la seconda stagione.

Nella seconda stagione di Mythic Quest ci sarà un nuovo episodio flashback e McElhenny ha spiegato perché si è scelto di approfondire la storia del personaggio affidato a F. Murray Abraham:

Ci siamo resi conto che abbiamo avuto un successo grandioso con la prima stagione per quanto riguarda il nostro episodio flashback e abbiamo voluto farne un altro che coinvolgesse dei personaggi al centro del gruppo di protagonisti. Quello che aveva più elementi a cui attingere e probabilmente il passato più complicato era C.W.. Quando ci siamo incontrati con gli autori abbiamo iniziato a delineare gli argomenti della puntata e ci siamo resi contro sempre di più che il suo presente è influenzato da questo singolo evento nella sua vita. Abbiamo quindi pensato che sarebbe stato realmente interessante sovvertire le aspettative e basare l’episodio su quell’elemento.

Nelle puntate inedite il rapporto tra Ian e Poppy sarà un po’ complicato Rob, parlando del suo personaggio, ha raccontato:

Sono affascinato da come si manifesta la mascolinità, mi piace osservare come gli uomini affrontano la vita e il modo in cui ha degli effetti su tutto e su tutti, specialmente sul posto di lavoro, specialmente se si mette in quel contesto qualcuno che considera quella caratteristica un complimento. Si considera ipervirile e se gli dicessi che lo è lo considererebbe un commento positivo e ringrazierebbe. Posizionare una persona di quel tipo in una situazione in cui ora deve condividere il suo potere con qualcuno lo avrebbe messo davvero in difficoltà ed è quello che abbiamo voluto proporre nella seconda stagione.

Charlotte ha quindi aggiunto sul legame tra i due creativi:

Penso che ciò che rende divertente questa dinamica sia che, come ha detto Rob, c’è questo personaggio ipermaschile e la maggior parte delle volte ci si aspetta che sia equilibrato da una specie di personaggio femminile gentile, generoso, davvero buono. Con Poppy, in realtà, c’è una donna dalla personalità egualmente “tossica” e narcisista. Entrambi i personaggi sono incredibilmente pieni di difetti. Trovo sia molto divertente sfruttare questa idea invece che ritrarre Poppy mentre sgrida Ian perché ha questo immenso ego, mostrandola invece mentre entra in scena ed è ancora più egocentrica di lui, per certi aspetti lo supera.

Il protagonista e creatore dello show ha anticipato in che modo le nuove puntate si differenzieranno dalle precedenti:

Dopo che ci siamo resi conto di aver raggiunto il nostro obiettivo, ovvero rendere la storia autentica per quanto riguarda l’esperienza di quello che accade in una realtà simile, ci siamo sentiti liberi di esplorare ora cosa voglia dire semplicemente trovarsi alle prese con una professione e un’ambiente di lavoro, in modo da ampliare il nostro appeal. E, ovviamente, non ci stiamo allontanando dall’autenticità legata al mondo dei videogiochi, ma non appena abbiamo provato la sensazione di poterlo fare, perché abbiamo proposto quell’aspetto e abbiamo mostrato quella realtà al meglio delle nostre possibilità ricevendo un’ottima accoglienza, allora abbiamo potuto iniziare a esplorare cose diverse. Per questo motivo penso che la seconda stagione sembri molto diversa: stiamo realmente facendo evolvere i personaggi dopo esserci resi conto che il fatto che lavorino nel mondo dei videogiochi è interessante, elemento che ora rimane un po’ in secondo piano.

Sull’argomento Charlotte ha sottolineato:

Penso sia davvero fantastico che dopo la prima stagione abbiamo ricevuto tutti questi feedback sui social media dalle persone che lavorano nel settore e che ci hanno detto ‘O mio dio, è così simile al mio posto di lavoro’ o ‘Posso davvero immedesimarmi in Poppy‘, o in Rachel o Dana, ‘Questo è esattamente come lavoriamo’. Penso sia inoltre davvero meraviglioso aver ricevuto moltissimi messaggi dopo aver proposto lo speciale legato alla quarantena da parte di persone che non lavorano nel mondo dei videogiochi e potevano realmente immedesimarsi con quello che stavano affrontando questi personaggi durante il lockdown. La seconda stagione, a mio parere, fonde questi due elementi davvero bene.

Il protagonista dello show ha quindi raccontato che tipo di commenti ha ricevuto dopo la messa in onda della prima stagione:

Nessuno mi ha telefonato direttamente perché possono contattarmi quando vogliono sui social media e hanno espresso la propria opinione in modo davvero chiaro. Posso dire che si è trattata di una reazione incredibilmente positiva. Ovviamente non si può sempre soddisfare tutti e non proviamo nemmeno a farlo. Semplicemente proviamo a proporre ciò che pensiamo sembri autentico e vero e speriamo che le persone provino lo stesso. Sembra che il 95% del settore abbia provato la sensazione che abbiamo fatto un ottimo lavoro.

L’attore, rispondendo a una domanda dei giornalisti, ha inoltre ammesso che progetti come Mythic Quest spesso non ricevono l’attenzione che meritano:

Ho sempre pensato che il genere comedy venga sottovalutato, ma non penso che sia cambiato qualcosa rispetto al passato. Sono sempre sorpreso da quanto si considerino “importanti” i progetti drammatici dal punto di vista culturale e nonostante questo tutte le persone che conosco amano ridere, tutti apprezzano le sitcom. Per qualche motivo, di sicuro per quanto riguarda i film e accade anche con la televisione forse leggermente meno, c’è questa idea che i drama siano più rilevanti rispetto alla nostra esperienza e abbiano più risonanza dal punto di vista culturale. A me sembra falso, anche se sfortunatamente è sempre stato così.

Rob McElhenney ha quindi dimostrato la sua ironia nel commentare i paragoni tra Mythic Quest e The Office:

Non conosco questo altro show e non so chi sia questo Steve Carell, ma se si scopre che hanno realizzato qualcosa di non originale copiando quello che stiamo cercando di fare, allora i miei avvocati li contatteranno. Hai detto Carell? Forse dopo potresti farmi lo spelling così daremo sicuramente un’occhiata… Dal punto di vista di un’ispirazione c’era uno show chiamato The Office nel Regno Unito con protagonista Ricky Gervais e ho sempre pensato ‘Questo tizio è incredibile. Amo l’ambiente del posto di lavoro e ho pensato fosse fantastico. Ma non solo quello, anche serie come Cheers, Night Court, 30 Rock… Gli show ambientati sul posto di lavoro mi hanno sempre affascinato perché sono delle persone obbligate a passare del tempo insieme e imparare a convivere e collaborare. Ho sempre pensato che fosse una cosa davvero affascinante da mostrare ed è quello che volevamo fare. Se questo Carell ha fatto la stessa cosa, o la sta facendo ora, vorrei saperlo semplicemente per una questione legale.

Nello speciale Everlight e nella seconda stagione, infine, la serie può contare su due guest star davvero d’eccezione come il premio Oscar Anthony Hopkins e William Hurt. Nello show, tuttavia, per ora non c’è stato spazio per un cameo di Ryan Reynolds, con cui Rob ha recentemente stretto una grande amicizia. La star della serie, dopo aver lodato le interpretazioni offerte nella seconda stagione, ha ironicamente spiegato il motivo dell’assenza della star di Deadpool:

Lavorare con persone di questo calibro è davvero un onore ed è quello che è accaduto anche mentre stavamo scrivendo il primo script e siamo andati dalla nostra casting director Jeanne McCarthy. Ho detto ‘Abbiamo questo personaggio chiamato C.W. Longbottom e siamo alla ricerca di qualcuno in stile F. Murray Abraham’ e lei ha risposto ‘Perché non offrite al parte a F. Murray Abraham?’. Noi abbiamo detto ‘Non lo accetterà mai’, ma lei ha replicato ‘Beh, mandiamogli lo script e vediamo’. E nel giro di due giorni aveva detto di sì, quindi ci siamo resi conto che avevamo in mano qualcosa di speciale e le persone volevano semplicemente farne parte e recitare uno dei ruoli. Lo stesso è accaduto con gli altri attori, Ho mandato lo script all’agente di Anthony Hopkins e dopo nemmeno un’ora ha accettato, poco dopo gli stavo parlando al telefono e il giorno successivo avevamo quattro registrazioni della sua parte. Penso fosse semplicemente felice di far parte dello show, ed è grandioso perché ovviamente noi eravamo felici che fosse coinvolto. William Hurt era decisamente la nostra prima scelta. Avevamo pensato ‘Non lo vediamo più spesso sullo schermo, sceglie davvero con attenzione i progetti in cui vuole recitare’. Gli abbiamo mandato lo script, ha detto di sì e dopo poche settimane era sul set con noi. Ci sentiamo davvero fortunati nell’avere nello show persone di quel calibro. Non so quindi perché vorremmo rovinare la reputazione del nostro show coinvolgendo Ryan Reynolds. Perché penso che queste persone ci abbiano elevato e Ryan ci farebbe scivolare nei bassifondi!

Potete rimanere aggiornati sulla serie Mythic Quest grazie ai contenuti pubblicati nella nostra scheda.