Cobra Kai, la recensione della terza stagione

C’è qualcosa nella programmatica sciatteria di Cobra Kai che rende la serie imperdibile. È probabilmente la serie scema più intelligente che sia in circolazione, piena di problemi e difetti che tuttavia propone una visione di mondo così unica e insieme così superficiale da costituire un’unione attraente. Soprattutto è una serie che difficilmente può appassionare chi non abbia visto i film di Karate Kid e non li abbia visti all’epoca, cioè le persone per le quali non è passato del tempo tra quelle visioni e questa.

Anche nella terza stagione il motto rimane “Ognuno è sempre il protagonista della propria storia”. Dalla prima stagione abbiamo capito che nella storia di Johnny Lawrence lui è il buono. Così siamo con lui e vediamo il l...