10 (+ 1) serie animate da vedere se vi è piaciuto Hazbin Hotel

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Hazbin Hotel
ideata da Vivienne Medrano
Prime Video

L’uscita di Hazbin Hotel su Prime Video è stata coronata da un grande successo. Il seguito è stato tale da segnare un importante record per lo show, facendolo diventare in poco tempo la serie animata più vista sulla piattaforma streaming di Amazon, superando sia The Boys Presenta: Diabolico! che Invincible. Un risultato significativo per un’opera che, partita dal web, è stata capace d’imporsi come vero e proprio fenomeno, riuscendo con la prima stagione a raggiungere un pubblico nuovo e più ampio. Quanto realizzato da Vivienne “Vivziepop” Medrano e dalla A24 (insieme a Bento Box Entertainment), entrambe alla prima esperienza nella produzione di una serie animata professionale, ha dimostrato la concretezza delle possibilità espressive di Internet.

È così che si è riusciti nella non facile impresa di traslare un prodotto dal potenziale grezzo, segnato ancora da un alto grado di amatorialità, su un piano più elevato, in linea con i parametri produttivi dell’animazione seriale. Tutto questo riuscendo ugualmente a conservare quella libertà distintiva che tanto fece appassionare chi, 5 anni fa, già con l’episodio pilota, si era avvicinato al progetto. Che voi siate dei novizi alle vicende della principessa dell’Inferno Charlie oppure tra quelli che nel 2019, sul canale youtube di Vivziepop, hanno premuto play al video che ha dato inizio a tutto, per celebrare il risultato ottenuto da Hazbin Hotel vi proponiamo qui di seguito, in ordine alfabetico, 10 serie animate (+ 1) che condividono con essa diversi elmenti, siano essi tematici, di tono o di ambientazione. Tra queste sono compresi show che, per stessa ammissione dell’autrice Vivienne Medrano, hanno rappresentato delle autentiche fonti d’ispirazione per la realizzazione della serie.

Adventure Time

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Forse una delle serie animate contemporanee più significative e importanti. Con la messa in onda proprio di Adventure Time, ideata da Pendleton Ward e prodotta da Cartoon Network, vengono abbattuti molti tabù che nel corso della sua storia (almeno a livello mainstream) hanno sempre afflitto il mondo dell’animazione. Tematiche fino a quel momento improponibili per un prodotto indirizzato prevalentemente a un target giovane trovano finalmente libera espressione, a partire dall’identità e dall’orientamento sessuale. Con questa serie, inoltre, viene posta quella che diventerà una convenzione per molte produzioni successive: l’abbinamento tra un disegno molto stilizzato, comparabile a quello dei libri illustrati per l’infanzia, con un racconto dai risvolti più profondi e sfaccettati.

Gravity Falls

Da circa quindici anni il cartoon seriale americano ha cominciato gradualmente ad allontanarsi da produzioni fondate unicamente sulla verticalità narrativa, costituite da episodi dalla trama autoconclusiva, per abbracciare un modello costruito altresì sulla progressione orizzontale. Tale cambiamento, derivante tanto dal mutamento produttivo che ha interessato la serialità televisiva live action quanto dall’impatto degli anime giapponesi in occidente, ha permesso alle produzioni animate di sperimentare con i generi, dando origine a forme d’ibridazione. Il caso di Gravity Falls è perfetto esempio di questa nuova tendenza. È così che l’animazione seriale disneyana si fonde con il genere mistery, infarcendo la trama di indizi e tasselli che, puntata dopo puntata, vanno a delineare un quadro più chiaro fino alla risoluzione finale del mistero che si cela dietro la cittadina che da il nome alla serie.    

In che mondo stai Beetlejuice?

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Seppur poco nota in Italia, venendo trasmessa parzialmente (solo una stagione su quattro) e con poche repliche sulle reti Mediaset con il discutibile titolo di “In che mondo stai Beetlejuice?”, la trasposizione animata del film di Tim Burton è diventata negli Stati Uniti un piccolo cult. Pur prendendosi numerose libertà rispetto alla pellicola originale (a partire dalle premesse con la conversione del celebre “spiritello porcello” da villain a protagonista) la serie riesce ugualmente a restituire quel senso di grottesco e surreale che ha caratterizzato il film del 1988. Ciò avviene tanto nelle ambientazioni quanto nei personaggi che popolano il mondo spettrale e demoniaco nel quale Beetlejuice e la sua amica Lydia si muovono.

Le tenebrose avventure di Billy e Mandy

Nel periodo di maggior sperimentazione stilistica che ha caratterizzato il primo decennio del nuovo millennio per Cartoon Network, numerose sono state le serie andate in onda sui canali della celebre rete tematica che hanno saputo imprimersi nella mente degli spettatori. Tra queste, degna di menzione è senza dubbio Le tenebrose avventure di Billy e Mandy, serie nella quale la componente orrorifica si allaccia a un umorismo spinto e demenziale. È così che l’interazione tra il cupo mietitore Tenebra e la coppia di bambini Billy e Mandy apre a risvolti esilaranti, passando attraverso mondi bizzarri e pittoreschi, tra cui anche gli Inferi.

Marco e Star contro le forze del male

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Questa serie, andata in onda su Disney Channel e Disney XD, è un perfetto esempio di quanto l’influenza dell’animazione giapponese abbia sempre più condizionato le produzioni occidentali, sfociando in diverse forme di contaminazione tra stili e generi provenienti da ambedue gli emisferi. Il caso di Marco e Star contro le forze del male risulta da questo punto di vista emblematico. Incentrata sulle vicende di Star Butterfly, principessa di una dimensione magica, mandata sulla terra nella speranza che possa crescere e maturare, la serie, creata da Daron Nefcy, si pone a tutti gli effetti come una serie majokko (lett. “streghette”, sottogenere dell’animazione nipponica che vede come protagoniste, appunto, delle maghette) in salsa occidentale.

Rick and Morty

Della nuova ondata di animazione seriale per adulti che negli ultimi anni (soprattutto con il boom delle piattaforme streaming) ha colpito il piccolo schermo, con la realizzazione di numerosi show diventati in poco tempo cult, Rick and Morty è indubbiamente una di quelle che maggiormente ha saputo imporsi nella mente degli spettatori. L’irriverente e sboccata serie creata da Justin Roiland e Dan Harmon, a partire da un corto parodia di Ritorno al futuro, gioca e ironizza sui diversi immaginari fantascientifici che tra film e serie televisive sono stati proposti nel corso del tempo. Le avventure attraverso mondi paralleli, viaggi temporali e odissee nello spazio del quattordicenne Morty e di suo nonno, il cinico e beone Rick, sono tra quelle che maggiormente hanno influenzato Vivienne Medrano, convincendola dell’effettiva presenza di pubblico per questo tipo di serialità per adulti.

South Park

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Tra le opere che maggiormente hanno influenzato il lavoro di Vivienne Medrano. Insieme a I Simpson e a I Griffin, South Park è una delle serie che più di tutte ha rispecchiato la grande svolta compiuta dalla serialità animata statunitense negli anni Novanta. I ripetitivi e rassicuranti schemi dei saturday morning cartoon, concepiti specificatamente per un pubblico di età scolare, vengono messi da parte in favore di una composizione e un umorismo rivolti, invece, allo spettatore adulto. Tra le serie manifesto di questo cambiamento, quella creata da Trey Parker e Matt Stone è senza dubbio la più radicale, quella più restia al compromesso, forzando e mettendo alla prova, stagione dopo stagione, i limiti tra consentito e non. Tutto questo accentuato dal cortocircuito che il contrasto tra uno stile grafico essenziale, al limite dell’infantile, e la comicità provocatoria e dissacrante viene a creare.

Steven Universe + Steven Universe Future

Fra tutte le serie prodotte sulla scia del successo di Adventure Time, Steven Universe è quella che più di tutte ha saputo raccoglierne l’eredità, recuperando molte delle tematiche in essa introdotte, a cominciare da quelle legate al mondo LGBT+, per portarle a un livello superiore, alzando ancora più l’asticella. Non è un caso che Rebecca Sugar, la sua autrice, si sia fatta le ossa proprio sulla serie di Pendleton Ward, occupandosi della realizzazione degli storyboard e firmando la sceneggiatura per diversi episodi. Inoltre, le doti di compositrice e musicista dell’autrice ha permesso a Steven Universe e al suo seguito, Steven Universe Future, di distinguersi non solo per la direzione artistica e per la storia, ma soprattutto per le numerose canzoni proposte nelle puntate, facendo dell’opera, di fatto, un vero e autentico musical seriale. 

The Oblongs

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Sfortunata serie la cui produzione è stata bloccata dopo appena 13 episodi (di cui gli ultimi 5 trasmessi solo grazie all’acquisizione da parte di Adult Swim). The Oblons si presenta come una gustosa satira sul classismo. Cinica e cattiva, questa sitcom animata non si censura nella rappresentazione di personaggi affetti da deformità, con padri di famiglia privi di braccia e gambe, gemelli siamesi e bambine con masse tumorali ben visibili sulla testa. Tutto questo viene visto attraverso gli occhi degli Oblong, la famiglia protagonista facente parte di una comunità costantemente esposta ai rifiuti tossici rilasciati dai ricchi abitanti che vivono sulla collina sovrastante.

The Owl House – Aspirante strega

Streghe e magia, mostri e creature bizzarre in un mondo fantasy dove la componente cutie viaggia a stretto contatto con quella creepy. Tra Harry Potter e il genere Isekai (lett. “mondo differente”, sottogenere di molta narrazione nipponica nel quale una persona normale si ritrova catapultata in un universo differente, spesso fantastico) la serie Disney, prodotta e ideata da Dana Terrace, si caratterizza tanto per un’ambientazione suggestiva, quanto per la delineazione di personaggi dal carisma magnetico. Ne è un esempio la strega Edalyn, la “Donna gufo” proprietaria della Owl House del titolo. Coerente con la direzione intrapresa negli ultimi anni da molta animazione seriale per ragazzi, The Owl House – Aspirante strega si caratterizza per un linguaggio fresco, oltre che per una maggiore apertura all’inclusività etnica e di genere, intercettando la sensibilità soprattutto delle nuove generazioni.

Extra: Helluva Boss

Come titolo extra, non si può non far menzione di Helluva Boss, la serie web spin-off di Hazbin Hotel che ben prima dell’avvio effettivo su Prime Video dell’opera madre ha permesso agli spettatori di avere un primo approccio con l’universo creato da Vivienne Medrano. Le disavventure degli sgangherati membri della compagnia di assassini I.M.P. ha dato modo di iniziare ad esplorare il mondo infernale, costituendo un perfetto preludio a quanto verrà proposto in streaming sulla piattaforma di Jeff Bezos.

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