Qualche settimana fa la Disney ci ha invitato a Londra per assistere a un’anteprima di Avengers: Infinity War e a passare 20 minuti in compagnia di Sebastian Stan,

A pochissimi giorni dall’approdo nei cinema della colossale pellicola diretta dai fratelli Russo, è ora di proporvi il resoconto del nostro incontro con l’interprete del Soldato d’Inverno.

L’attore ci ha parlato un po’ della segretezza sul set del film (neanche lui ha potuto leggere lo script integralmente!), delle sue speranze per il futuro del personaggio, dei suoi gusti in fatto di umorismo e di cinema.

Buona lettura!

 

Mi aspettavo di vederti nell’anteprima che ci hanno mostrato ieri, ma di Bucky non v’era traccia.

[ride] Lo sapevo! Mi sa che alla fine non comparirò troppo nel film.

Dici sul serio?

Sì, non ho girato moltissimo…

Almeno ti è toccata la grande battaglia finale in Wakanda…

Esatto! Quella è stata pazzesca.

La Marvel quest’anno ha optato per una campagna di segretezza senza precedenti. Ieri alla proiezione ci hanno raccomandato di “non rivelare i segreti” fino alla proiezione integrale del 23 aprile. Questo clima si respirava anche sul set? Sì, era tutto barricatissimo. Ti posso assicurare che ci sono stati giorni in cui sono arrivato sul set senza sapere che cosa dovessi girare quel giorno. Ha reso le cose un po’ difficili, ma avendo già interpretato il personaggio più volte è stato come rivedere un vecchio amico. Però sì, posso dirti che non so con precisione tutto quello che succede nel film…

Quindi immagino che tu non sappia ad esempio che fine ha fatto Occhio di Falco…

[ride] Oh, no! Non ne ho la minima idea.

Dando un piccola sbirciata al futuro, la Marvel è finalmente al lavoro sul film di Vedova Nera.

Sì!!! Ho saputo, ho saputo…

Se dovesse essere ambientato nel passato, ti piacerebbe esplorare un altro momento nella storia del tuo personaggio e tornare a pieno titolo nei panni del Soldato d’Inverno?

Guarda, assolutamente. Sono già pronto!

Nei film dopo tutto si è già accennato a qualcosa. In “Civil War”, ad esempio, lei gli chiede proprio: “Non mi riconosci?”. È una prova che nell’UCM sono già entrati in contatto…

Sì, hai ragione. E concordo sul fatto che sarebbe molto interessante perché trovo la loro storia molto suggestiva. Nei fumetti lui addirittura le fa da maestro. Trovo intrigante anche tutta l’ambientazione, durante la Guerra Fredda. Una storia noir, di spionaggio, un po’ thriller…sarebbe bello esplorarla al cinema. Adorerei tanto se lo facessero, ho le dita incrociate!

Chiaramente poi avresti modo di lavorare più a stretto contatto con Scarlett Johansson, anche se magari interagirete un po’ anche in Infinity War.

Sì, assolutamente. In Infinity War ci sarà qualche momento, anche se il punto è che ci sono così tante cose in gioco che una dialogo tra Vedova Nera e il Soldato d’Inverno sarebbe un po’ fuori luogo. Insomma, ci sono altri problemi da affrontare, tipo Thanos. Ma è bello che i personaggi siano lì pronti per essere approfonditi. Un giorno magari ci riusciremo! Ci spero tanto.

Nei film Marvel c’è anche un altro tipo di lavoro. Ho visto il tuo video su Instagram in cui ti alleni per i combattimenti, è fichissimo! 

Ti ringrazio! Effettivamente mi sono allenato tanto.

Quel video mi ha fatto riflettere su una cosa: ti è mai capitato di impegnarti particolarmente per una sequenza e scoprire, una volta visto il film, che è sparita nel nulla?

[ride] Assolutamente! Guarda che quel combattimento che ho imparato non sono neanche sicuro che sia nel film.

Scherzi?

Giuro. Forse è così, o forse no. Ma comunque sì, mi è successo più volte e ci sono rimasto male. È normale, a volte ti leghi a certe cose, speri che escano bene perché ci hai messo tanto impegno. Quel che bisogna tenere a mente, però, è che i film riflettono la visione di un regista, non appartengono agli attori. A volte le cose che ti piacciono davvero tanto non hanno senso nel film, è struggente, ma il mondo del cinema funziona così e devi imparare ad accettarlo. Ecco perché è importante fidarti dei tuoi registi. Io mi ritengo fortunato, perché per il momento ho sempre lavorato con registi che rispetto e che stimo.

Qui entriamo in territorio nerd, ma mi sono sempre chiesto cosa stesse succedendo in questa sequenza tagliata di Civil War. Te la ricordi?

Sì! Ora te lo dico, aspetta. Ora te lo dico. [pausa]

Questa è comparsa nello spot del Super Bowl di Civil War…

Sì, lo so! Allora…quello in realtà sono io – se la memoria non mi inganna – in Captain America: The Winter Soldier. È la scena in cui prendo Anthony Mackie e — c’è una scena in The Winder Soldier in cui combatto Falcon, gli strappo un’ala e lo butto giù dal carrier. E guardo giù mentre cade.

Quindi l’hanno riutilizzata?

Esatto. Quella inquadratura è stata presa da lì e hanno sostituito lo sfondo con le Alpi. Pazzesco, no? La Marvel è piena di sorprese.

I film Marvel sono spesso associati all’umorismo, anche se trovo che non sia strettamente così. Ogni regista intende l’umorismo in modo diverso: ai Russo per esempio non piace eccedere – in Civil War da un certo punto fino alla fine del film non si fa una sola battuta. Poi c’è lo stile di James Gunn, e quello molto estremo di Taika Waititi. Tu cosa ne pensi?

Prima di tutto AMO Taika Waiti, mi fa impazzire. Mi fa impazzire davvero. In Thor c’erano un mucchio di scene così divertenti! Adorerei lavorare con lui in qualche modo, mi piacerebbe tanto.

Il punto però è che… personalmente sono attratto dall’umorismo nero, un tipo di umorismo meno convenzionale, un po’ come “Tonya”. I Russo lo afferrano molto bene, visto che hanno anche un passato in questo.

Non sono sicuro di poter essere in grado di far ridere le persone, ma come spettatore amo tutti questi film. C’è un certo fascino e dell’innocenza in quel che fa Chris Pratt, che adoro. È simpatico e ha tanto carisma. Ha un modo di fare che trovo unico e che non tutti possono permettersi. Ma da spettatore devo dire che non faccio distinzione tra quei film.

Prima Bucky, poi il Soldato d’Inverno e adesso tocca al Lupo Bianco…

Già! Mi è piaciuto esplorare un lato un po’ più sano del personaggio questa volta. Ciò che amo di Bucky è la sua ambiguità, la sua ambivalenza. Non sai mai se puoi fidarti di lui al 100% visto il suo trascorso. Bucky mi manca, mi piacerebbe tornare a cogliere la sua vera indole dopo tutto quello che è successo. L’abbiamo visto in un certo modo all’inizio nel primo film di Captain America, poi ne abbiamo visto l’esatto opposto in The Winter Soldier. E adesso lo troviamo in una fase un po’ intermedia.

Parlavi di ambiguità nel tuo personaggio: da attore deve essere interessante interpretare un personaggio così sfaccettato grazie all’espediente del “lavaggio del cervello”. Non tutti hanno questa possibilità…

È vero. E la cosa interessante è che mi è già capitato di interpretare più volte personaggi devono fare i conti con qualche problema o, meglio ancora, con sé stessi. Mi sento attratto da problemi, da storie e da personaggi legati allo sforzo umano. Tutti noi nella vita dobbiamo fare i conti con qualcosa. A volte le persone buone fanno cose brutte e a volte persone cattive fanno cose buone.

La vita non è una riga dritta, nessuno è perfetto. Trovo questi personaggi più interessanti perché a volte è importante che qualcuno ci ricordi cose che non ci piacciono di noi, e che non ci piacciono nel mondo. La speranza è che ci aiutino a capire come agire in modo diverso e cambiare in meglio.

Il mio lavoro da attore è studiare gli essere umani e il loro comportamento, capire perché facciano quel che fanno.

La sensazione è che Bucky, per un motivo o per un altro, si senta sempre fuori posto. Ti sei mai sentito così?

Vengo dalla Romania, come è noto. Sono cresciuto come americano solo ed esclusivamente per istinto di sopravvivenza. Ricordo che da bambino mi imponevo un certo tipo di atteggiamento: “Non fare il diverso” – mi dicevo – “sii come gli altri per essere accettato”.

Solamente crescendo mi sono reso conto di quanto sia importante sapere da dove vieni. Amo l’Europa, ogni volta che torno qui avverto sensazioni che altrove non provo, c’è molta differenza e la sento. Quando vado in giro sento tanta aria di familiarità. E credo dipenda dalla storia, dall’eredità del posto. Qui si hanno altri tipi di valori, si crede nella famiglia. Io ho sempre avvertito questo istinto di protezione e di affetto verso la mia famiglia, verso mia madre, verso i miei nonni. Negli Stati Uniti trovo un altro tipo di mentalità, la mentalità del “più è meglio”. Devi andare avanti a testa alta, devi avere successo, non devi fare il perdente, devi vincere. Niente è mai abbastanza, compra un’altra macchina, fa più soldi. Quando vengo qui, sento che le persone vivono il presente, ed è quello che voglio fare io. Uscire a mangiare per un pranzo che non sia di lavoro, sedermi a prendere un caffè. Ed è una cosa che avverto anche nei film.

Qualche film che ti abbia colpito particolarmente?

Di recente ho visto Forza Maggiore, che ho trovato splendido, e The Square, altrettanto incredibile. Poi adoro Elle, così come i film di Michael Haneke e, ovviamente, La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. Sono molto curioso di vedere il nuovo film [di Asghar Farhadi] con Javier Bardem e Penelope Cruz che andrà a Cannes. Di recente ho recuperato Leviathan, un altro film bellissimo. Quindi sì, amo il cinema europeo, ma in generale amo il cinema.

Di recente sto riguardando i film rumeni per sentirmi un po’ più vicino alla mia cultura. Tornerò in Romania molto presto per un festival, voglio scambiare quattro chiacchiere con i registi che saranno presenti. Il mio desiderio è di trovare il progetto giusto e girare un film nella mia lingua madre. Parlo fluentemente il rumeno, ma oramai ho un accento americano, quindi dovrei lavorare sodo.

Avengers: Infinity War rappresenta il culmine di un progetto partito 10 anni fa. Tu interpreti questo personaggio dal 2011: quando hai firmato il contratto multi-film con la Marvel, hai avuto un po’ il timore di prenderti un impegno così grande? Alla fine è quasi come un matrimonio…

Un matrimonio? Interessante questo paragone….comunque no, quando si parla di recitazione non ho mai timore di nulla. Gli unici impegni che mi fanno paura sono quelli di vita, ma questo è un discorso per un’altra occasione [ride].

La verità è che adoro il mio personaggio, mi è piaciuto sin dall’inizio e dico sul serio. L’unico incontro formale che abbia mai avuto per parlare di questo “impegno” è stato nel 2010, quando ho accettato il ruolo e ho discusso di Kevin Feige di Bucky e del suo possibile futuro, del percorso che avrebbe potuto affrontare. Ero così emozionato e oggi gli sono più grato che mai.

I film Marvel sono un po’ come i film di Star Wars: un giorno si parlerà del primo decennio dei Marvel Studios come qualcosa di epocale che ha rivoluzionato la cultura pop. Come potrei non essere felice di averne fatto parte?

Avengers: Infinty War sarà nei cinema a partire dal cinema dal 25 aprile.

 

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Gli Avengers torneranno in due film che sono stati girati consecutivamente in circa 9 mesi nel corso del 2017. Il primo capitolo, Avengers: Infinity War, arriverà negli Usa il 27 aprile 2018. Il secondo capitolo, ancora senza titolo, uscirà il 3 maggio 2019.

I due film sono diretti da Anthony e Joe Russo e scritti da Christopher Markus e Stephen McFeely. Tra i produttori esecutivi anche Jon Favreau, regista dei primi due Iron Man.

I film sono stati girati interamente in IMAX con l’ausilio delle nuove macchine da presa targate ARRI – le stesse che i fratelli Russo hanno impiegato per le riprese di Captain America: Civil War, anche se solo per alcune sequenze.

Tra i componenti del cast d’eccezione citiamo Robert Downey, Chris Evans, Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Jeremy Renner, Elizabeth Olsen, Paul Bettany, Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista, Bradley Cooper, Vin Diesel, Pom Klementieff, Karen Gillan, Benedict Cumberbatch, Tom Holland, Sebastian Stan, Chadwick Boseman, Paul Rudd, Cobie Smulders, Benedict Wong, Letitia Wright, Danai Gurira, Winston Duke, Tom Hiddleston, Tessa Thompson, Benicio Del Toro, Tom Vaughan-Lawlore e Josh Brolin.