Al confine delle età e della vita: come Ian Holm ha creato il Bilbo Baggins perfetto
Ian Holm è morto oggi a 88 anni: lo ricordiamo per tanti film, ma il suo Bilbo Baggins rimarrà impresso nei ricordi di tutti gli appassionati
Sono gli occhi la chiave per arrivare a scoprire la giovinezza di chi giovane non è, oltre il velo di apparenza del corpo. Lo sapeva bene Ian Holm, attore da poco scomparso che ha interpretato il personaggio sul grande schermo.
Sono gli occhi la chiave per arrivare a scoprire la giovinezza di chi giovane non è, oltre il velo di apparenza del corpoBilbo è infatti, prologo escluso, il cuore dell’atto di apertura della Compagnia dell’anello. Una parte chiave, di difficile esecuzione, per la sintesi che richiede. Il personaggio servì infatti a impostare un mondo, con i suoi miti, le leggende popolari, l’immaginario, e venne usato da Jackson per delineare il tono dell’intera pellicola. Le emozioni di Bilbo, in questi primi minuti, rispecchiano infatti l’intera evoluzione del tono della saga. Da un’iniziale leggerezza (da commedia fantasy) e vitalità si avverte, con lo scorrere dei minuti, un crescente velo di oscurità che si tramuta nel il peso del tramonto, alle porte della vita.

L’attore ne ha catturato lo spirito e ci ha aperto le porte della contea esattamente un istante prima della sua “lunga vacanza”.
Una storia finisce, un’altra inizia.
Ian Holm si muove sul set della contea come se avesse abitato lì per anni. Sbaglia i passi, fatica a maneggiare gli oggetti, ma li raggiunge a colpo sicuro senza guardarli. È incredibile il lavoro fatto per costruire attraverso i gesti e gli oggetti un’intera vita in un luogo. È questa una delle ragioni per cui la pur buona interpretazione di Martin Freeman nel prequel Lo Hobbit non è riuscita a raggiungere la stratificazione del suo predecessore. Il giovane Bilbo scopre se stesso esplorando il mondo, il vecchio esplora il proprio lato oscuro guardando con fatica i beni terreni da cui si allontana.

Come Bilbo racconta le sue avventure ai bambini, cambiando ogni volta qualche particolare per renderle più interessanti, anche Ian Holm sul set del Signore degli Anelli improvvisava e manipolava la sceneggiatura. La leggenda della produzione narra che, ad ogni take, il personaggio acquisiva una sfumatura diversa. Non si rifaceva mai una scena, la si variava sempre. Nonostante molte inquadrature fossero realizzate con Green screen e con l’attore “isolato”, la sua abilità impressionò Ian McKellen.
In un diario tenuto durante la produzione, dopo avere visionato le prime scene, quest’ultimo scrisse: “Bilbo vive e se il resto del cast raggiungerà la performance di Ian Holm sarete pronti per un’esperienza indimenticabile”.
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