La fatica che fa il Festival di Cannes a riconoscere i tempi che cambiano, tra selezione e premi
Festival di Cannes mostri sacri e, dopo qualche segnale positivo negli anni scorsi, di nuovo premiazione vecchio stampo
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In un concorso riempito di vecchie glorie la giuria è andata sul sicuro più sicuro che c’è, ha dato la seconda palma della sua carriera a Ruben Ostlund (peggio di così poteva solo dare la terza ai Dardenne per uno dei loro film peggiori) con un film in cui una visione politica molto semplice e molto infantile, è lanciata in faccia al pubblico, in cui i ricchi si rigirano nel loro vomito e i poveri hanno la loro vendetta mentre il pubblico si tiene la pancia ridendo di loro. Cinema che, invece che sfidare, pettina. Hanno preferito quindi Triangle Of Sadness a Decision To Leave, che pure hanno deciso di premiare e quindi apprezzato, ritenendo seriamente più sensato dare una seconda palma ad Ostlund rispetto ad una prima a Park Chan-wook. Con quali argomentazioni? Secondo che ragionamento? Forse è un bene che non lo sapremo mai.
Questo però ci dice un’altra cosa ancora, più sottile e particolare, che riguarda il confronto con Venezia.
Quest’anno lo spionaggio di Boy From Heaven, il giallo di Holy Spider, il teen movie pop Les Amandier, il giallo-rosa di Decision To Leave e Crimes Of The Future hanno palesemente battuto la medesima strada. E se è chiaro che nessuno può rifiutare un film di un autore maggiore (come Cronenberg), aver messo Boy From Heaven, Les Amandier, Holy Spider e anche Leila’s Brothers (sorvoleremo per decenza sull'aver escluso un film del genere dai premi per metterci invece Stars At Noon) in concorso è una mossa non diversa dall’aver voluto qualche anno fa Parasite e aver toccato con mano quanto fosse stato cruciale.
Ecco che tutto questo sia stato abbastanza ignorato dalla giuria (a differenza di Venezia, dove spesso e volentieri questi film vincono, anche il premio maggiore) racconta del percepito differente tra le due manifestazioni. Park Chan-wook vince miglior regia perché anche un ignorante di cinema capirebbe che c’è un lavoro di altro livello rispetto al resto dei concorrenti, Boy From Heaven vince sceneggiatura (il minore dei premi) e Holy Spider per la sua attrice (categoria in cui non c’era proprio una grandissima lotta) e basta così. Il resto del palmares, come già scritto, va sul sicuro, sul classico intramontabile, sul “sicuramente d’autore” invece di riconoscere che il concetto di cinema d’autore sta cambiando e oggi è anche altro. Un palmares da primi anni 2000 che appare sensato giusto per gli attori (ma del resto era una giuria piena di attori e attrici e guidata da un attore).
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