The Boys vs Watchmen: il problema della responsabilità degli eroi
Serie come Watchmen e The Boys sono incredibilmente attuali per come parlano della responsabilità degli eroi e della società odierna
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IL CONTROLLO DEI CONTROLLORI IN WATCHMEN
In Watchmen il problema del "controllo dei controllori", che nella sua versione originale, Quis custodiet ipsos custodes, risale addirittura alla Satira di Giovenale (127 D.C.), è uno dei punti cardine della prima e probabilmente unica stagione della serie, nonché un conflitto che ha da sempre afflitto gli eroi mascherati dei fumetti, compreso l'amichevole Spider-Man di quartiere con la sua ormai celebre frase "Da grandi poteri derivano grandi responsabilità".
Inutile sottolineare come ogni aspetto della trama della serie sia inoltre una metafora della storia passata e attuale degli Stati Uniti, quando non è addirittura uno strumento per raccontare eventi di cui molti spettatori non avevano nemmeno mai sentito parlare, come il tragico massacro di Tulsa. Alan Moore scrisse Watchmen alla fine degli anni Ottanta, quando alla presidenza degli Stati Uniti c'era Ronald Reagan ed in pieno regno Thatcher per l'Inghilterra, due figure di cui l'autore stesso temeva le possibili azioni nel caso in cui fossero stati lasciati liberi di agire senza un attento controllo. Per il resto, la serie è un evidente rimando al movimento Black Lives Matter, al vigilantismo contrapposto al concetto di sorveglianza e sicurezza, alla violenza di cui sono accusate le forze di polizia e chiaramente al razzismo, un male che non ha trovato ancora una cura e che devasta tutt'oggi il paese. Ma uno dei temi più interessanti resta certamente il problema sollevato dal rischio che la cura a questi mali possa essere persino peggiore della malattia.
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GLI DEI CAPRICCIOSI DI THE BOYS
Se Watchmen esprime questi concetti in maniera forse più velata, la 1^ e la 2^ stagione di The Boys sono invece platealmente il culmine del rischio del vigilantismo. I "supes", in questo show, sono delle macchine da guerra senza alcun controllo, moderne divinità create da una multinazionale senza scrupoli che non pongono alcun limite ai propri poteri e che, proprio come gli dei dell'antica Grecia, trattano le persone come fastidiose formiche da schiacciare al primo segnale di fastidio, mentre vengono idolatrati da folle adoranti di ignare pedine in mano a spregiudicati giocatori.
La differenza plateale tra le due serie resta tuttavia il rapporto che i protagonisti hanno con i loro poteri che, nel caso di Watchmen, sono vissuti come un peso, mentre in quello di The Boys come una sorta di dono divino da accettare (e di cui spesso abusare) a piene mani.
Nonostante in Watchmen gli eroi pensino di essere la panacea di tutti i mali e che le loro soluzioni ad un problema non debbano essere messe in discussione, è evidente come "la morale della favola" sia esattamente l'opposto e cioè che ogni azione deve avere delle conseguenze, non diversamente dai manifestanti americani che gridano a gran voce per le strade la necessità di "togliere fondi alla polizia", al fine di evitare violenza e militarizzazione ed impedire gli abusi di potere.
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