In questi giorni sulle pagine di Badtaste abbiamo avuto modo di parlarvi della saga cinematografica per antonomasia, quella di Guerre Stellari, attraverso due recensioni (raggiungibili qua e qua) e uno special dedicato solo ed esclusivamente alle scene inedite della Trilogia Classica contenute nel disco n°9, quello dedicato per lo più ai materiali inediti.

Dopo Star Wars, è giunto il momento di parlare di un'altra epopea di celluloide che magari non potrà vantare la stessa importanza dal punto di vista prettamente artistico e storico ma che, almeno sul versante dell'affetto che il pubblico continua a tributargli dopo ben quattro episodi, può essere inserita a pieno titolo nel novero dei franchise più lucrativi della storia della settima arte.

Quella di Pirati dei Caraibi è un avventura iniziata all'insegna del rischio più sfrenato in anni in cui Johnny Depp stava ancora, indeciso se varcarla o meno, sulla soglia di quella porta che poi lo avrebbe fatto entrare in un club esclusivo di attori composto da star del calibro di Leonardo Di Caprio, Will Smith e Adam Sandler, gente che, praticamente ogni anno, compare ai vertici delle classifiche di Forbes dedicate agli attori più pagati di Hollywood. Un rischio basato anche sul tema del film un'avventura di pirati e bucanieri che, sulla carta, faceva tremare i produttori della Disney: i fantasmi dei flop cocenti di Pirati di Roman Polanski e Corsari di Renny Harlin turbavano i sonni di molti mogul hollywoodiani. Ispirata ad un'attrazione di Disneyland per giunta. Senza contare poi che il regista Gore Verbinski proveniva si da una serie di film di successo come Un Topolino Sotto Sfratto, The Mexican e, soprattutto, del remake di The Ring, ma il suo nome non era certo così blasonato da lasciar sperare che i 140 milioni di dollari spesi dalla Casa di Topolino avrebbero generato introiti. Poi si sa, malgrado le complicate e cervellotiche, se non addirittura fosche, previsioni d'insuccesso del film sono finite per essere sbriciolate dagli oltre 3 miliardi di dollari incassate dai quattro film dei Pirati dei Caraibi. Cifra che esclude il giro d'affari del merchandise e dell'home video ovviamente. Nel mentre, Jonny Depp è entrato nel club di cui sopra e Gore Verbisnki, con l'appoggio incondizionato di un Depp sempre molto fedele ai registi con cui instaura un sodalizio artistico, girerà ora Il Ranger Solitario.

Con l'arrivo in Blu-Ray Disc di Pirati Dei Caraibi Oltre i Confini del Mare, proposto sugli scaffali in Dvd e nella doppia versione Blu-Ray Triple Play (BD+Dvd+Copia Digitale e BD 3D, BD e Copia Digitale), la Walt Disney Studios Home Entertainment ha dato alle stampe anche un ricco cofanetto comprendente le quattro pellicole della saga, comprensive di copie digitali compatibili tanto con sistemi Windows quanto con MacOs.

Il sostanzioso cofanetto in amaray è contenuto all'interno di una copertina in cartone sulla quale campeggia, in rilevo, il piratesco Jolly Roger, ormai riconoscibilissimo logo del franchise.

I Blu-Ray dei primi tre film sono quelli già proposti dalla Disney negli scorsi anni. Se non avete mai testato con i vostri occhi questi dischi, sappiate che si tratta di materiale di assoluta eccellenza. La qualità del transfer di tutti e tre i capitoli diretti da Gore Verbinski è a livelli di vera e propria tech-demo. Il video è esemplare, con una grande palette cromatica, delle texture quasi palpabili tanto elevato è il livello di dettaglio che non viene a mancare neanche nei frammenti più scuri; anche nei passaggi al buio dallo schermo emergerà sempre un qualche gustoso particolare scenico. A voler essere pignoli è, paradossalmente, l'ultimo del terzetto a presentare qualche minima, se non addiritura risibile, defaillance. Niente di grave comunque: accenni di rumore video avvertibili, più che altro, nella scena in cui Jack Sparrow è intrappolato nel limbo, e un livello di nero che pare leggermente meno dinamico se comparato agli altri due.

L'audio di tutte e tre le pellicole è in un sontuoso Dolby Digital 5.1 (non compresso per la traccia in lingua originale) che riporta l'azione dritta fra le pareti della stanza.

Gli extra della trilogia di Verbinski non sono presenti in maniera integrale. Nonostante nel retro della confezione del cofanetto siano riportati i nomi di molti contributi aggiuntivi, spiace constatare come poi, effettivamente, questi non siano presenti all'appello, ad eccezione di qualche gag reel. Considerato che i primi tre Pirati erano già arrivati nei negozi in doppio disco e che su ogni supporto è ben visibile la scritta “Disco 1” il tutto lascia presupporre che si tratti di un riciclo delle vecchie edizioni in cui i contributi aggiuntivi erano compresi nel disco 2. Una svista non da poco, considerato che un'acquirente potrebbe essere portato a comprare il cofanetto invogliato anche dalla lunga quantità di contributi segnalati. Davvero un peccato, specie considerata l'elevatissima qualità audio-video dei film proposti. Il quinto Bly-Ray presente nella confezione comunque, oltre ad un cortometraggio intitolato I Racconti del Codice: Il Matrimonio, offre un ricco quantitativo di scene eliminate ed estese della Maledizione del Forziere Fantasma (21 Scene) e di Ai Confini del Mondo (21 scene)

Pirati dei Caraibi 4 - teaser posterLa qualità audio video di razza vale anche per il quarto capitolo, Oltre i Confini del Mare, diretto questa volta da Rob Marshall. La versione 2D da noi analizzata non risente, come è ovvio che sia, di quella perdita di dettaglio dovuta al 3D che molti avevano segnalato al tempo dell'uscita del film nelle sale. Nonostante l'utilizzo di macchine da presa digitali, quella sensazione di artificiosità presente in altre pellicole di alto profilo, come ad esempio Le Cronache di Narnia: Il Viaggio del Veliero, è del tutto assente. La ricchezza di dettagli e di profondità del quadro è strabiliante, ma la sua corposità è palpabile e il look “da pellicola” viene mantenuto. Sul fronte audio, dobbiamo doverosamente segnalare un ulteriore passo in avanti rispetto al già sontuoso fronte acustico dei primi tre film. Questa volta l'audio in originale è in DTS-Master Audio 7.1, mentre quello in italiano è, addirittura, in DTS 7.1 High Resolution. La spazialità della scena sonora è quindi garantita da un utilizzo estensivo dei satelliti che garantiscono una perfetta resa del surround unita a dei dialoghi sempre perfettamente intellegibili. Gli extra sono piuttosto risicati e limitati a una gag reel, un contributo sul videogame Lego Pirati dei caraibi di appena due minuti di durata e uno spot sui Blu Ray 3D.

Questo cofanetto dei Pirati dei Caraibi rappresenta un valido acquisto per i fan della saga del pirata Jack Sparrow, ma ancor più per tutti quegli amanti del cinema a casa: i quattro dischi del cofanetto daranno la possibilità ai vostri impianti di mettere in mostra i muscoli. Davvero un peccato per quanto riguarda i pochi extra presenti e, ancor più, per la svista nel packaging che vi abbiamo segnalato nel corso della nostra analisi.