[Cannes 2016] Money Monster, la recensione
Da Cannes ecco la nostra recensione della nuova pellicola diretta da Jodie Foster
Quello che una volta sarebbe stato un thriller da camera, tutto studio televisivo e battaglia intellettuale, per Jodie Foster diventa un film sull'informazione. Quello che parte come un film sulla finanza in realtà si trasforma su un film sui media. Non ha influito poco in questo il coinvolgimento, anche come produttore, di George Clooney, che al tema già ha dedicato Good Night and Good Luck.
Purtroppo una strizzata d'occhio al meglio, in termini di scrittura, che si possa fare oggi non basta. Clooney e Roberts sono una coppia di una solidità impressionante ma anche due attori più dotati di presenza che di vere doti eccezionali di recitazione, star nel senso pieno del termine, riempiono l'inquadratura ma non sempre sono determinanti nell'aggiungere qualcosa alla scena. Inevitabile quindi che Money Monster, senza spiccare per nessuna qualità si mantenga sempre sul filo della correttezza e della pulizia, lisciando di continuo la grande impresa.
Jodie Foster aveva dimostrato ben altra audacia con Mr. Beaver e Il Mio Piccolo Genio, aveva dimostrato di avere la forza di correre rischi grossi, trattare materia instabile, attori con cui nessuno vuole lavorare, esseri umani tesi verso il riscatto e storie di grande passione. Money Monster non è questo, è un film per l'industria, uno fatto molto bene che mette in luce le sue doti di regista su commissione (anche se il film non è stato realizzato su commissione) ma nulla di più.