Cannes 72 - The Staggering Girl, la recensione
Fashion film di 37 minuti commissionato a Luca Guadagnino dalla Maison Valentino, The Staggering Girl potrebbe tranquillamente essere il miglior fashion film di sempre
Per questo motivo The Staggering Girl è forse il miglior fashion film visto negli ultimi anni, di certo il più interessante e complesso.
A dirigere la fotografia c’è sempre Sayombhu Mukdeeprom, lo stesso di Chiamami Con Il Tuo Nome e Suspiria ma soprattutto di Lo Zio Boonme Che Ricorda le sue Vite Precedenti, film di fantasmi e ricordi come questo che però richiama soprattutto Dario Argento (come spesso accade nella produzione di Fasano-Guadagnino) e la sua ossessione per le presenze. Come se non ci potesse essere vera vita in una grande casa senza delle presenze ad abitarle.
Ovviamente The Staggering Girl parla la lingua degli abiti come qualsiasi fashion film, solo che in questo caso Guadagnino quella lingua la conosce, la parla anche nei suoi di film e non appare mai a disagio nel trovare un modo di inserire un abito (o più abiti) in una storia. Non c’è insomma nessuna forzatura nell’uso dell’alta sartoria della Maison Valentino per mettere in scena il momento in cui una figlia e una madre non riescono a parlarsi ma la prima ricorda la loro vita insieme. Questi 37 minuti anzi sembrano uno studio su come si possano usare i vestiti, una sperimentazione per altri film, un’esagerazione finalizzata a capire e provare cosa accada nei film di Guadagnino, nelle sue storie o ai suoi personaggi quando li si fa dialogare anche tramite gli abiti.