Limonov, la recensione | Cannes 77
La vita di Limonov, artista, dissidente e rivoluzionario che non era niente di tutto questo è per Serebrennikov l'ultimo dei suoi eroi vitali
La recensione di Limonov, il film di Kirill Serebrennikov tratto dal romanzo di Carrére presentato in concorso al festival di Cannes
È una delle molte idee con cui Serebrennikov adatta il romanzo di Carrère su Limonov, vero artista, dissidente, rivoluzionario e perfetto simbolo della transizione da Unione Sovietica a Russia a Putin. Ma più che al romanzo e alla vera vita di Limonov Serebrennikov è interessato al suo rapporto con l’industria culturale, a come questa persona di suo aderisca in pieno ai protagonisti dei film Serebrennikov, tutto istinto, successo, donne, vita, arte, che sembra non ragionare mai e agire sempre di istinto. È la visione della personalità artistica per Serebrennikov ma anche il tipo di essere umano che gli faccia venire voglia di fare un film. E proprio la voglia di fare un film permea Limonov (e invece mancava a La moglie di Tchaikovsky, primo film realizzato dopo la fuga dalla Russia).
E questo è a tutti gli effetti un film di Serebrennikov, in cui gli istinti (quello sessuale su tutti) sono il trainante della trama e quello che fa impazzire o motiva i personaggi a raggiungere i loro obiettivi. Sesso etero o omosessuale, come si vede, anche se come sempre a emergere davvero è il suo sguardo sulle donne, al tempo stesso ammirato dalla loro potenza e anche totalmente soggiogato e ossessionato dalla capacità attraente del loro corpo, il simbolo di tutto quello che di buono e sereno può esistere, del desiderio nel senso più elevato. Ogni altra bramosia delle molte che popolano i suoi film sembra essere una filiazione di quella per il corpo femminile.
Non è questo certo il film per capire la storia di questa persona, non è nemmeno un film per capire la storia di quegli anni e della Russia, benché sia una gran parte del suo racconto. Questo è un film per capire che esistono alcune persone che per ragioni a noi sconosciute hanno un fuoco dentro che li rende ingovernabili, anche da parte di loro stessi, che bruciano così intensamente di desideri, rabbia e voglia, da autodistruggersi e nel farlo distruggere gli altri intorno a loro.