The Vanishing Soldier, la recensione | Locarno76
In mezzo alla striscia di Gaza un ragazzo decide di disertare, vaga e trasforma The Vanishing Soldier nell'opposto dell'Odissea
La recensione di The Vanishing Soldier, il film in concorso al festival di Locarno 76
Da quel momento The Vanishing Soldier ha la grande idea di ribaltare l’Odissea di Omero: il peregrinare di un personaggio che desidera perdersi mentre tutto il mondo intorno a lui e tutte le persone che incontra cercano di spedirlo a casa, cioè in caserma. I militari lo credono rapito, sta succedendo un casino, la televisione non parla d’altro. Ma almeno per metà storia la sua aria è così ottimista, così felice di quello che ha capito di aver conquistato mentre attraversa in bici una città in cui la guerra è ovunque, gli allarmi bomba fanno gettare le persone per terra e ogni angolo gli ricorda che ha disertato. The Vanishing Soldier per mostrare che la guerra è ovunque, è un’ossessione collettiva con cui tutti convivono, utilizza un protagonista che è ossessionato dal fatto che lo scoprano, dai militari, da quello che accade al fronte per colpa sua e che nota ogni dettaglio militare nella vita cittadina.
La forza incredibile di Dani Rosenberg (che scrive e dirige tutto) sta di incanalare il meglio di film come Victoria e concentrarsi sulla direzione degli attori (tutti, anche la bambina piccola che non vuole dormire), trasformando questa giornata in giro a scappare dall’autorità in una riconquista di vita così ordinaria da includere anche l’umorismo involontario della quotidianità. Che desiderio di vita esprime Ido Tako mentre corre per tutto il film cercando come può di non andare da nessuna parte! Con quella faccia sempre in bilico tra senso di colpa e desiderio di non tornare alla vita militare potentissimo, anima un contrasto vivo e irrisolvibile se non dalle pulsioni elementari che spingono verso la vitalità. Che mondo terrorizzato dai militari che recita la madre (e che attrice Efrat Ben Tzur!), con un pugno di scene si afferma come un personaggio solido, una donna incrollabile e proprio per questo la sua preoccupazione subito smodata ci terrorizza. Che dolcezza la nonna che probabilmente non ci sta più con la testa.
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