LOL 2, i concorrenti spiegano chi ha fatto più ridere e quali battute funzionano di più

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LOL 2, i concorrenti spiegano chi ha fatto più ridere e quali battute funzionano di più

La prima vera notizia è che Maccio Capatonda sostiene di aver strappato un “Sì” a Corrado Guzzanti per fare un film insieme (ma Guzzanti non sembrava convintissimo). E poi ha anche aggiunto che in seguito a questa esperienza anche lui vorrebbe fare spettacoli live, e ci sta attivamente lavorando. Sono le due notizie maggiori uscite dalla conferenza stampa di LOL 2, sempre prodotto da Endemol Shine Italy per Amazon Studios, il cui mood è stato introdotto dalla frase: “Il gioco è molto divertente, ma una volta basta” di Frank Matano, che è in breve LOL visto da dentro, da quello che era stato concorrente nella precedente stagione e in questa seconda è co-conduttore con Fedez (al posto di Mara Maionchi). Edizione il cui cast sarebbe stato impensabile un anno fa, alla prima edizione.

È stato infatti un successo quasi imprevisto quello di LOL, successo non solo della trasmissione in sé ma anche dei singoli comici che hanno partecipato (cosa che spinge molti a volerne far parte), che ha reso possibile un cast con Maccio Capatonda, Corrado Guzzanti, Virginia Raffaele e il Mago Forest accanto a Maria Di Biase, Diana Del Bufalo, Tess Masazza, Alice Mangione, Gianmarco Pozzoli e Max Angioni. E poi Lillo, vincitore morale della prima edizione, come special guest. Non stupirà nessuno scoprire che alla domanda “Chi vi ha fatto ridere di più?” la maggior parte dei concorrenti abbia risposto: Corrado Guzzanti, Il Mago Forest e Virginia Raffaele.

Qualche anticipazione sui nuovi episodi

Proprio Lillo sarà un incursore, l’unico autorizzato a ridere:

Che è la ragione principale per la quale ho accettato di fare questa cosa, poter entrare là dentro e poter ridere.

Nelle molte clip mostrate durante la conferenza stampa si intravede un misto di quel che la scorsa stagione aveva proposto (camminate per non ridere, smorfie disperate, gag improvvise) con in più il fatto che una buona parte dei concorrenti sa già a cosa va incontro: “Non devi nemmeno sorridere quando dici ‘Grazie’” spiega Tess Masazza.

Da quel che si è visto ci sarà una seduta spiritica condotta da Corrado Guzzanti (che fa diverse voci del suo repertorio di imitazioni), l’arrivo di Posaman interpretato da Lillo ovviamente, Virginia Raffaele che imita Marina Abramovich, sempre Guzzanti che sfoggia sia Vulvia che Antonello Venditti e poi una serie di frecciatine, commenti e parole piazzate al momento giusto di Maccio Capatonda e il Mago Forest che costituiscono gli highlight dell’edizione. Tutto materiale originale, che è un dettaglio non scontato. Infatti terminata la prima edizione si era scoperto che molte delle gag utilizzate erano in realtà gag “della trasmissione”, cioè usate anche nelle altre edizioni straniere di LOL da altri comici e non inventate da chi le ha poi eseguite, come poteva sembrare. Da quel che hanno detto tutti i coinvolti i numeri se li sono preparati ma erano sempre i loro, parte del proprio repertorio.

lol 2 concorrentiCosa funziona in LOL: Chi ride è fuori secondo i concorrenti

Ma cosa funziona di più dentro LOL? È più la comicità intelligente, di qualità o è più quella di pancia, istintiva e basilare?
Le risposte più interessanti sono state quella di Maccio Capatonda:

Corrado mi ha regalato genialità da quando ero 14enne, io vedo lui e poi ovviamente anche tutti gli altri sicuramente, però LOL è il posto in cui esce la genialità senza che te ne accorgi, dicendo cose a caso esce roba incredibile. Io poi mi sono preparato tantissimo perché avevo un’ansia da prestazione totale rispetto alla prima stagione, quindi secondo me l’ansia da prestazione quasi ci ha bloccati, io almeno ero molto ansioso di mostrare qualcosa e mi sono goduto meno la sfida.

E poi la risposta di Corrado Guzzanti:

Funzionano molto di più le cose strappate sul momento che il pezzo che ti sei preparato, quindi ha più senso seguire il flusso delle interazioni. Il problema della comicità scontata è che tutti possono anticipare il finale di una battuta o di una gag ma la risata funziona più che altro con la sorpresa, per questo la qualità qui è una questione tattica più che altro.

Invece non funzionano i tormentoni, almeno non quelli studiati a tavolino: “Non si può prevedere un tormentone, perché esiste solo quando incontra il pubblico e scopri che è piaciuto. Io ad esempio l’anno scorso prima della messa online di LOL non avrei mai detto che il tubo verde avrebbe funzionato, e invece sì” ha spiegato Frank Matano, a cui ha fatto eco Virginia Raffaele: “Sarebbe impossibile ripetere magari 10 volte una cosa pensando che diventi un tormentone, non funziona proprio così”.

Alla fine una domanda sulla maniera diversa in cui oggi una gran parte del pubblico reagisce allo humor e all’ironia su argomenti sensibili, ha stimolato una risposta impeccabile di Frank Matano:

Credo che a differenza di prima oggi non puoi dire niente male o superficialmente, devi capire come dire tutto. Se ci pensi bene e stai attento puoi. Insomma non è vero che non si può dire niente, è cambiato solo il modo di farlo.

Di certo come ha detto Corrado Guzzanti commentando l’affermazione di Lillo che la sua battuta più famosa della scorsa edizione (“So’ Lillo”) aveva fatto ridere lui in primis e gli era costata un’ammonizione:

La massima forma di narcisismo è farsi ridere ed eliminarsi da solo.

Le serie imperdibili

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