The Falcon and The Winter Soldier: l’episodio 5 si intitola "verità", ma parla di eredità
Il quinto episodio di The Falcon and The Winter Soldier indaga il tema dell'eredità, mostrandone almeno 4 esempi diversi e non tutti positivi
Inizia tutto dopo il clamoroso colpo di scena (e di testa) di John Walker. Ora che abbiamo visto l’improvvisa e inaspettata morte di due personaggi di media importanza, ma di grande rilevanza narrativa, capiamo che tutto può succedere. Le scelte hanno un peso e degli effetti precisi, talvolta inaspettati.
Come ad esempio un gesto: Falcon che si affretta a pulire lo scudo dal sangue, racconta i suoi valori e i suoi ideali più di mille proclami. Uno strappo: quello dello scudo a John Walker, che quasi gli porta via il braccio, è un’immagine potentissima dell’attaccamento al simbolo del potere (ne abbiamo parlato la settimana scorsa).
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Ma soprattutto l’episodio 5 di The Falcon and The Winter Soldier si intitola verità (citando l'omonima run dei fumetti), ma parla di eredità. Con una mossa da finissimi narratori, i Marvel Studios riportano in carreggiata il flusso di pensiero sull’America moderna sviluppato fino a qui in maniera spesso divagante. Prima di questo episodio non tutto sembrava intrecciarsi bene: la quest di Bucky e Zemo aveva messo in disparte Falcon, il quale invece aveva ben altri problemi. E la sua ricerca nelle periferie nere sembrava escludere dal discorso Bucky. E invece è bastato un colpo di scena, il crollo simbolico dell’idea di Captain America, a far rientrare tutte le provocazioni in un’argomentazione coerente. Come a dire: lo stato, la libertà (rappresentata da Captain America), la pace, non sono temi chiusi in se stessi, ma sono l’effetto dell’accumularsi di problemi. Un colpo di maestria argomentativi di grande intelligenza.
Che bella la scena della barca, il modo di Sam Wilson di sistemare i problemi: un pezzo alla volta, uno ad uno. E se lo scudo di Captain America diventasse una responsabilità così grande, negli Stati Uniti di oggi, che deve essere condivisa tra tutti i giusti, tra le persone per bene, nessuno escluso? Staremo a vedere…
La barca “Paul & Darlene” è il primo oggetto che riporta al tema dell’eredità. Per Sam Wilson non è tanto diversa dallo scudo. È un lascito del passato, ha più valore simbolico che effettiva utilità. Conservarli è un lavoro, ridargli nuova vita è un’impresa che rischia di portare a fondo. Un fardello da cui non è facile liberarsi. Ma nessuno deve portarne da solo il peso. E ciò che è rotto si può riparare insieme: la barca, certo, ma anche lo stato.
Egli eredita dalle persone che incrocia i loro modi di vivere e le scelte. Quei fogli di carta sono il lascito dell’amico Steve che non riesce ad abbandonare. “Quello scudo è l’unico pezzo di famiglia che ho”, dice a Falcon. Ancora una volta un oggetto inanimato che sostituisce una presenza amica. Se ci dovesse essere bisogno di ribadirlo: i superproblemi degli eroi Marvel derivano in gran parte dal loro essere straordinari… e quindi spesso soli.
Poco dopo è infatti (fortunatamente) un buon amico a dagli un buon consiglio: “non importa cosa pensava Steve. Devi smettere di farti dire dagli altri chi sei”. E ancora: “se vuoi uscire dal tuo inferno, lavoraci (…) Tu vai dalle persone e ti scusi sperando di sentirti meglio, vero? Ma devi fare stare meglio loro. Vai da loro e mettiti a disposizione. Sono certo che almeno una persona in quel taccuino vuole chiudere col passato, e tu sei l’unico che può aiutarla”. Sam ha capito tutto.

Per John Walker il discorso è radicalmente diverso. Lui l’eredità l’ha cercata, ma si è reso conto di non poterne portare il peso. Però si è fatto anche definire da ciò che ha ricevuto. È diventato sempre più un Captain America e sempre meno John Walker. “Ho passato la vita a obbedire ai comandi, ho dedicato la mia vita ai vostri ordini! Ho sempre fatto ciò che mi avete chiesto, sono stato sempre la persona che volevate che fossi e sì, l’ho fatto (ho ucciso) in modo esemplare”. Non c’è molta differenza, in fondo, rispetto alle azioni del Soldato d’Inverno.
La sua eredità sono anche anni di tremende guerre, di azioni disperate per salvare la propria vita e quella dei propri compagni. È un figlio della guerra, che non sa portare la pace.
Ricorda qualcuno? Ma certo, Tony Stark! Anche lui perfettamente a suo agio nella distruzione, vuole portare la pace attraverso la guerra. E fa di sé un’arma perfetta. Solo che Tony ha Pepper e Happy. Poi avrà Steve, Natasha e Peter che lo aiuteranno ad essere un uomo vero. John Walker non viene salvato da nessun professor Ho Yinsen. Si rifugia invece nella sua caverna a ricostruirsi da solo. Il suono del suo martello è simile a quello prodotto da Tony in Iron Man. È quello che sentiamo alla fine dei titoli di coda di Endgame. Ma uno costruiva un dispositivo per proteggere, l’altro sta mettendo insieme un’arma. Ma lo scudo di Captain America non lo si riceve e non lo si fabbrica, lo si merita.
La pace. A conti fatti non è quella che cercano tutti i protagonisti di questo episodio?
Posti di fronte a Karli Morgenthau, per i potenti non è più tempo di simboli. La ragazza è la pressione ad agire, a usare la propria influenza. Dopo tanti scontri di ideali, tanta esitazione e tanto desiderio di potere, questo si rivela vuoto se non è in grado di farsi azione. Karli, fino ad ora, è l’unica che fa un concreto tentativo di realizzare almeno una delle tante utopie con cui la serie ci ha chiesto di confrontarci.