Come noto il Festival di Venezia sarà aperto da Pedro Almodovar e il suo Madres Paralelas ed è stato già annunciato il Dune di Denis Villeneuve oltre ad Halloween Kills di David Gordon Green, il film che accompagnerà il Leone alla carriera a Jamie Lee Curtis.

Dall’altra parte Variety è sicuro che The Power Of The Dog di Jane Campion e Spencer, cioè il film su Lady D di Pablo Larrain con Kristen Stewart, saranno al Lido.
Oltre a questi ci sono anche un’altra serie di film pronti e finiti (alcuni anche da molto tempo) che per una ragione o per l’altra possiamo ipotizzare con una certa sicurezza che saranno annunciati da Alberto Barbera nella conferenza stampa di lunedì 26 Luglio.

Gli internazionali

Guardando gli amici del festival non è difficile immaginare che sarà a Venezia The Card Counter, il nuovo film di Paul Schrader che è ormai fatto e finito, considerato anche il bel lancio che ci fu per First Reformed e prima ancora The Canyons. Allo stesso modo sembra probabile la presenza di Ana Lily Amirpour e il suo Mona Lisa And The Blood Moon con Kate Hudson, dopo che nel 2016 il suo The Bad Batch fu presentato alla mostra.
Un vecchissimo amico di Venezia, Zhang Yimou ha un film a lungo parcheggiato, One Second, che è stato annunciato dal festival di Toronto ma non come anteprima mondiale, il che fa pensare che passerà prima in un altro grande festival.

Più particolare invece è la ragione che potrebbe portare The Lost Daughter, il film diretto da Maggie Gyllenhaal, al Lido. Il film è pronto ma non è stato mostrato a Cannes dove la regista era giurata e quindi aveva a disposizione solo il fuori concorso. Se avesse voluto una competizione la sua scelta potrebbe cadere su Venezia.

the card counter

 

Più dubbia invece è la partecipazione al festival di un film che a lungo è stato dato per veneziano, cioè Last Night in Soho di Edgar Wright con Anya Taylor Joy. Anche questo è pronto ma Wright non ha una gran feeling con i grandi festival in generale. L’unico dettaglio che potrebbe far pensare ad una presenza è il suo essere stato in giuria nel 2017, evento spesso propedeutico.

Voci insistenti invece danno come finiti nelle braccia di Barbera due film di due autori mai stati a Venezia. Uno è L’Homme De La Cave di Philippe Le Guay (autore di Le donne del 6° piano e Moliere in biciclette) e l’altro invece è un gioiello che in molti si sono litigati lungo questa stagione festivaliera: Amira dell’egiziano Mohamed Diab (il cui film precedente Clash era stato a Cannes nel 2016). Non era a Cannes, non è a Locarno e non l’ha annunciato Toronto. Il cerchio si stringe.

Gli italiani

Dopo anni di attesa dovrebbe essere Venezia la piattaforma di lancio scelta per Freaks Out di Gabriele Mainetti. Già nel 2019 si parlava di un grande festival e addirittura si ipotizzava Cannes. Poi c’è stata la pandemia, l’uscita natalizia saltata e una nuova data autunnale. Unendo i puntini sembra sensato a questo punto l’ipotesi Lido. Il film ha le caratteristiche perfette del fuori concorso ma non va esclusa la competizione.
Come del resto un altro cineasta atteso da tantissimo, almeno da 10 anni, potrebbe finalmente presentare un suo nuovo film e farlo a Venezia. È Michelangelo Frammartino, la cui opera seconda, Le quattro stagioni, fu uno dei film più amati, discussi e venduti (un successo pazzesco aiutato anche dal fatto che non ci sono dialoghi) di Cannes nel 2010. Dopo anni di lavoro ha completato Il buco, terzo film in 20 anni di carriera, e solo Venezia a questo punto potrebbe essere un festival in grado di lanciarlo a dovere.

qui rido io

Se non mancherà certamente un ospite abituale del concorso come Mario Martone, che sembra scontato presenterà al Lido Qui rido io, il film su Eduardo Scarpetta con Toni Servillo, un po’ tutti (anche Variety) hanno capito che a 20 anni da L’uomo in più tornerà a Venezia un film di Paolo Sorrentino (una serie, The Young Pope, già c’era stata), ovvero È stata la mano di Dio, anche questo con Toni Servillo e prodotto da Netflix. Come del resto un po’ tutti hanno capito che i fratelli D’Innocenzo, che hanno girato e montato America Latina con sospettosa fretta, lo hanno fatto per andare a Venezia. Difficile che il festival si lasci scappare un film dei gemelli come è difficile che loro abbiano lavorato in gran fretta senza avere qualche assicurazione sul fatto di essere presi. E sembra anche che i due avranno un secondo film a Venezia, La ragazza che vola diretto da Wilma Labate a partire da una loro sceneggiatura scritta prima di La terra dell’abbastanza.

Dalla Berlinale poi dovrebbe rimpatriare un altro talento, cioè Laura Bispuri, che in Germania aveva presentato i suoi primi due film, Vergine giurata e Figlia mia, mentre ora ha terminato da un po’ Il paradiso del pavone (di nuovo con Alba Rohrwacher). Se questo film non fosse a Venezia rimarrebbero solo la Festa del Cinema di Roma e il festival di Londra per una presentazione festivaliera. Vista la caratura sia della Bispuri che dei D’Innocenzo è facile ipotizzare che l’eventuale presenza sia in concorso. È probabile che questo sarà uno di quegli anni con 4 italiani in competizione.

mondocane

Infine dovrebbe arrivare al Lido Alessandro Borghi ma non nella selezione ufficiale. Il film distopico tarantino di cui è protagonista, Mondocane di Alessandro Celli, dovrebbe essere l’italiano della Settimana della critica assieme a Lovely Boy, il film sulla scena trap di Franceco Lettieri (uno Sky Original) con Andrea Carpenzano.