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Casey Affleck arriva in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con una pellicola gotica, Company. Un film che unisce la passione per la narrazione, il cinema di genere e la rilettura di una delle creature più affascinanti del cinema e della letteratura per una lunga riflessione sulla solitudine umana e la costante ricerca di condivisione.
Gabriella Giliberti / 09 set -
Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, L’Estranea conferma il talento di Paolo Strippoli, grande speranza per un cinema di genere italiano di qualità fatto di (e da) veri appassionati.
Gabriella Giliberti / 08 set -
Dilatandone con delicatezza le sfumature più emotive, tanto da farla sembrare una storia scritta di proprio pugno, il regista Kore'eda Hirokazu adatta fedelmente il manga Look Back di Fujimoto in una pellicola delicata, dolce e dolorosa. Tra i migliori film del concorso di Venezia.
Gabriella Giliberti / 07 set -
Il regista coreano, di ritorno alla regia dopo otto anni in concorso a Venezia 83, racconta il suo Possible Love.
Gabriella Giliberti / 07 set -
Nanni Moretti torna in concorso a Venezia dopo trentasette anni di assenza con un film che sceglie la leggerezza e l’ottimismo, regalandoci il suo “La La Land” (anche se con un finale più felice).
Gabriella Giliberti / 07 set -
Edoardo Gabbriellini porta al cinema la storia di Luca Varani scegliendo la strada più scomoda, quella di guardare la vittima anziché il carnefice, firmando una pellicola coraggiosa anche quando la messa in scena non riesce sempre a reggere il peso di quella scelta.
Gabriella Giliberti / 04 set -
Danny Boyle apre la Mostra di Venezia con Ink, un film che racconta la nascita del tabloid moderno per far riflettere sulla crisi di verità in cui viviamo oggi, restituendo a Rupert Murdoch e Larry Lamb lo status di architetti involontari del nostro presente mediatico.
Gabriella Giliberti / 02 set -
Damian McCarthy conferma con il suo terzo film la propria vocazione al folk horror gotico e firma l'opera più matura di una filmografia già solidissima, usando il fantastico irlandese per raccontare il lutto, la colpa e il bisogno (tutt'altro che scontato) di lasciarsi salvare.
Gabriella Giliberti / 05 ago